Sarafini: "Il Milan doveva farsi sentire di più dopo il Parma. Deve fare più politica sportiva"
In merito al VAR e ai torti arbitrali subiti finora dal Milan, come ad esempio il gol assegnato al Parma, Luca Serafini ha spiegato a time2play.com: "Penso che il VAR sia un disastro tutto italiano. Ed è ancora più grave considerando che l’Italia è stato il primo Paese del mondo ad adottarlo, in Serie A: dovremmo essere un modello, invece siamo tra i peggiori. Seguendo Premier League, Bundesliga e La Liga, si vede un’applicazione molto più lineare, frutto di regole precise. In Italia, invece, c’è un protocollo che viene interpretato in modo caotico. Il gol annullato al Parma, per esempio, all’estero difficilmente sarebbe stato rivisto. A volte si ha l’impressione che l’intervento del VAR avvenga senza una reale coerenza. Ma il problema è sistemico: dalla Federazione alla Lega, fino all’AIA, c’è una gestione poco moderna del calcio. È una questione culturale, di mentalità sportiva. Se l’intero sistema non funziona, è difficile pretendere arbitraggi impeccabili. Il problema non è lo strumento, ma l’interpretazione. In Italia sembra che i varisti vogliano spesso assumere un ruolo da protagonisti. I guardalinee sono praticamente spariti e si delega tutto alla tecnologia, spesso con risultati peggiori. È un problema culturale e sistemico: dalla Federazione alla Lega, fino alle società. Un meccanismo che non funziona e che produce effetti a cascata.
Il Milan doveva farsi sentire di più dopo il Parma? Sì, è così. Non si tratta di sbattere i pugni sul tavolo, alzare il telefono e lamentarsi, ma di fare politica sportiva: partecipare attivamente alle riunioni di Lega, creare le giuste alleanze, avere una presenza forte. Il Milan questo non lo fa abbastanza. Sappiamo, o meglio, intuiamo, chi sia il presidente del Milan: non è un uomo di calcio, partecipa a certe riunioni e se ne va prima che finiscano. La parte sportiva, negli ultimi anni, non è stata il vero core business delle proprietà. Eppure un Milan competitivo aumenterebbe il valore della rosa e i ricavi internazionali. È come aprire un ristorante curando sala e arredamento, ma trascurando la cucina".
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