E se fosse il suo erede? Intanto Serginho approva il colpo Diego Moreira per il Milan
Intervistato dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, l'ex terzino del Milan Serginho ha ovviamente parlando di Diavolo commentando - positivamente - l'acquisto di Diego Moreira dallo Strasburgo e non solo.
Il suo erede sulla corsia destra è appena sbarcato da Strasburgo: le piace?
"Direi che soprattutto piace alla dirigenza, ed è quello che conta. Per fare un investimento simile sono certo che sia stato studiato in ogni mossa e in ogni partita. Avere speso tanto significa riconoscergli un grande talento. La qualità è innegabile, è stato ritenuto all’altezza della maglia del Milan. Ora deve diventare un giocatore “da San Siro”, stadio difficile per tutti. Io tifo per lui".
Così però si chiudono gli spazi per Leao: cosa farebbe con lui?
"La domanda dovrebbe essere un’altra: cosa intende fare Rafa del suo futuro? Qualsiasi cosa deciderà, dovrà esserne con- vinto. Resta uno dei più forti della squadra, anche se con i suo limiti. Credo che il rendimento della scorsa stagione sia stato pregiudicato dal modulo, non ha le caratteristiche da punta che gioca spalle alla porta, con un difensore avversario sempre attaccato. Con Amorim e il nuovo modulo può starci eccome. Ribadisco: va capito cosa vuol fare lui. Se ha voglia di impegnarsi di nuovo gli basterà poco anche per riconquistare il pubblico".
Un salto all’altra fascia: Chukwueze l’ha finalmente convinta?
"Lo seguivo già in Spagna, al Villarreal, ed era fortissimo, determinante. Nel Milan lo è stato di meno, almeno fino a oggi: ora però sta dimostrando di meritare una seconda chance. Certo, nel nuovo sistema dovrà cambiare il suo modo di giocare: avrà maggiori compiti difensivi, dovrà rientrare di più, con movimenti quasi da terzino destro. In precampionato ha attaccato bene ma anche sofferto in difesa, specie quando lo puntavano avversari veloci e mancini, o nei cambi di gioco rapidi in cui deve imparare a essere più pronto. Ha caratteristiche diverse, è portato a pensare solo alla
fase d’attacco: ora sarà chiamato a un grande cambiamento. Starà ad Amorim capire se potrà completarsi o meno".
Più sicuro con Saelemaekers?
"Per lui si tratta di giocare in un ruolo che conosce, con movimenti ormai consolidati. Per Chukwu sarebbe una novità e come tutte le novità richiede tempo: finora ha potuto provarlo in un solo mese di allenamento e con una serie di amichevoli in mezzo".
Servirà tempo anche al nuovo Milan?
"Certo. Sarà indispensabile perché la squadra entri nella nuova mentalità dell’allenatore e per l’allenatore stesso nel calarsi nella cultura italiana. Da grande tifoso quale sono spero che si possa trovare in fretta l’equilibrio giusto, l’Italia dà poche possibilità di sbagliare: nel frattempo ho visto un Milan in evoluzione e un allenatore che ha idee chiare ma che, appunto, ha bisogno di tempo e pazienza per trasmetterle sul campo. Oggi, a maggior ragione, il momento è confuso per i cambiamenti in corso, tra cessioni e nuovi arrivi. Di certo Ramos è da Milan. Credo sia l’inizio di un nuovo ciclo, confermato anche dal fatto che la società ha investito molto. E la qualità c’è".
Per arrivare dove?
"Sono fiducioso, il Milan deve sempre puntare al massimo, il che significa vincere lo scudetto. Al contrario, centrare la qualificazione Champions deve essere il traguardo minimo. Dico che può farcela: non vedo così tanta differenza tra l’Inter dello scorso anno e questo Milan. In Europa sì, ci sono squadre come Psg e Real Madrid certamente più competitive. Ma in Italia una squadra così tanto più forte delle altre, candidata a vincere uno scudetto facile, non la vedo. E il Milan può approfittarne".

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