Pagelle - Ibra, alzamela che rovescio (e faccio gol). Kessie, gol presidenziale. Cambi decisivi

01.11.2020 14:51 di Pietro Mazzara Twitter:    vedi letture
Pagelle - Ibra, alzamela che rovescio (e faccio gol). Kessie, gol presidenziale. Cambi decisivi
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Queste le pagelle di Udinese-Milan 1-2:

G. Donnarumma 6: attento nel primo tempo sul cross di Pussetto verso Okaka. De Paul gli tira un rigore imprendibile. Ma per il resto non corre mai rischi e legge bene le situazioni fuori dall’area di rigore.

Calabria 6: gara attenta contro un avversario, Deulofeu, che poteva essere complicato. Pioli gli chiede di dare una mano in copertura e lui esegue. Esce stanco. (dal 72’ Dalot 6: buon impatto del portoghese, che entra con la gara in parità e con l’Udinese che cercava di sfondare).

Kjaer 6,5: continua la lunga serie di prestazioni positive di Simon, che è il vero capo della difesa milanista. Copre sia sul corto sia sul lungo, si fa sentire dai compagni e anche dagli avversari.

Romagnoli 6: qui ci sarà sicuramente dibattito, ma dentro una vittoria così sofferta ci sono due episodi che lo riguardano. Il primo è il rigore del pareggio dell’Udinese, dove lui affonda su Pussetto che sta andando sul fondo. Un difetto che Alessio ha intrinseco e che non riesce ancora ad estirpare dalle sue letture. Come accaduto lo scorso anno a Firenze su Cutrone, entra sulla palla ma il rischio di abbattere l’avversario è sempre alto. Non deve più farlo. Il secondo episodio è una chiusura, sul 1-2, su un cambio di gioco a cercare Pussetto che evita guai.

Theo Hernandez 6: Pussetto è un brutto cliente e lo mette alla frusta. Gioca gran parte della partita con un giallo sulla testa che un po’ lo limita. Strappa bene nel finale quando c’era da fare l’assalto al fortino friulano.

Kessie 7: il presidente spacca la porta con un’entrata di prima bellissima su assist di Ibrahimovic. Domina la sua zona di competenza, anche se il ritmo non era elevatissimo in diverse fasi della gara. Imprescindibile lì nel mezzo.

Bennacer 6: l’Udinese non è lo Sparta e si vede, perché chiude le maglie e le linee di passaggio ad Isma che cerca allora le iniziative personali o di aprire sul lato l’azione. Quando Pioli capisce che la luce si sta spegnendo, lo toglie. (dal 57’ Tonali 6,5: quanto fa avere un’alternativa pura in cabina di regia. Sandro entra bene nella partita, pettina diversi palloni importanti e si fa sentire anche a livello fisico).

Saelemaekers 6: è l’equilibratore della squadra sulla trequarti. Non ha grossi spunti in fase offensiva, ma tiene bene la posizione e sa fare densità quando deve. Sacrificato da Pioli sull’altare della rimonta. (dal 57’ Brahim Diaz 6,5: entra portando in campo una scarica di adrenalina positiva e tanta imprevedibilità. I giocatori dell’Udinese non riescono a prendergli le misure e lui crea scompiglio).

Calhanoglu 5: una prestazione proprio brutta di Hakan, la vera nota stonata del pomeriggio. Perde diversi tempi di gioco, sia per liberarsi del pallone sia per andare alla conclusione in porta. Rimane in campo per quasi tutta la partita, ma il suo è un passaggio a vuoto che ci può stare. (dall’88 Krunic sv).

Leao 6: parte bene, mettendo alla frusta Strygen-Larsen e fumandoselo in più di un’occasione. Poi il Milan cerca spesso di sfondare centralmente a discapito della perimetralità dell’azione e lui paga un po’ questo andamento tattico. (dal 72’ Rebic 6,5: torna in campo dopo un mese e impatta sulla gara perché la sua presenza fisica fa abbassare di nuovo l’Udinese sulla corsia di sinistra. Dal suo piede nasce il cross che genera l’azione del 2-1 di Ibrahimovic).

Ibrahimovic 8: clonatelo. Due gol del Milan e in tutti e due c’è il suo zampino. Nel primo addomestica il pallone in maniera fantascientifica per poi offrirlo a Kessie che tira giù la porta di Musso. Si fa cercare dai compagni, gli infonde fiducia e poi, all’83’, la decide. “Alzamela che rovescio” ed è proprio in rovesciata che segna il gol della vittoria. Mostro.

Pioli 7: il Milan è ancora in vetta alla classifica ed è bello scriverlo. La squadra temeva la trasferta di Udine per il poco tempo a disposizione per preparare la gara, ma i suoi giocatori sono un gruppo forte e con fame. Bravo nello scegliere anche i cambi dalla panchina, ma quando si hanno diverse opzioni, è più facile ma è stato bravo anche nell’azzardare perché il trio Diaz-Calha-Rebic dietro a Ibra è stato un rischio, ma anche un segnale. Forte.