Allegri-Galliani, tra cantilene e insolite sparate: mancano i fatti
"Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi, è stata una buona prestazione". Questo, più o meno, il ritornello che il buon Massimiliano Allegri è solito ripetere nel dopopartita, quando i risultati non arrivano, con tanto di sorrisino sornione - ma a denti stretti - a confermare il tutto. Che sia pareggio o sconfitta, la cantilena non cambia: di vittorie neanche l’ombra ma... nessun rimprovero, le colpe sono da ricercare altrove, magari nella sfiga. Il palo a destra, una dormita difensiva a manca, con un contorno, come detto, di sfortuna a go go. Tutto il resto (gioco lento e prevedibile, scelte spesso sbagliate, uomini sottotono ecc) non conta, anche perché, come dichiarato domenica dallo stesso tecnico toscano, "ci sono i presupposti per far bene", come se la stagione fosse ancora ai blocchi di partenza e le dodici giornate già disputate solo amichevoli pre-campionato. Invece no. Sono match ufficiali, con tanto di punti in dote, che il Milan ha sperperato strada facendo, a causa di un avvio scellerato. "Finalmente non abbiamo preso gol", ha poi aggiunto Adriano Galliani al Bentegodi, mettendo in bella mostra una soddisfazione francamente poco condivisibile.
Può un club come il Milan, anche in un periodo di magra come questo, accontentarsi e gioire per uno 0-0 sul campo dell’ultima della classe? No, non può, perlomeno il vero Milan non potrebbe. Eppure è così che tira il vento e il mercato non c’entra. I rossoneri, infatti, al di là dei passi falsi contro Napoli (1-2), Juventus (3-2), Lazio (1-1) e Fiorentina (0-2), hanno steccato e rimediato figuracce contro Torino (2-2), Bologna (3-3) e Chievo (0-0), lasciandoci anche le penne sui campi di provincia di Verona (2-1 con l’Hellas) e Parma (3-2). Squadre all’altezza di questa rosa, sulla carta battibili. Nessuno si sarebbe mai sognato di chiedere a Montolivo e soci di lottare per il titolo ma un piazzamento quantomeno dignitoso sì. Evidentemente, c’è un problema decisamente più radicato, da individuare nelle carenze di una gestione tecnico-tattica-psicologica che ha lasciato molto a desiderare, anche nell’anno dello Scudetto. Adesso la sosta, la tanto agognata sosta, che Allegri ha più volte invocato come panacea di ogni male, dimenticando, forse, che il Milan, nel corso di questa stagione, è sempre ripartito con il freno a mano tirato dopo le pause per le Nazionali, aggravando la situazione di partita in partita. A Natale, ha più volte ribadito l’allenatore ex Cagliari, la classifica sarà diversa, tralasciando, però, di specificare se migliore o peggiore di quella attuale.

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