Balo cade ancora nella trappola, è il momento di crescere
Il percorso di crescita di Mario Balotelli continua, ma di certo non senza intoppi. La punta bresciana è migliorato sotto molti profili, l’arrivo di Clarence Seedorf sembra averlo rigenerato sotto quello tecnico, i 3 gol in 3 partite dicono già abbastanza, la voglia del ragazzo di mettersi al servizio della squadra è un dato ancor più confortante. Da un punto di vista comportamentale SuperMario ha sicuramente avuto un cambiamento decisivo, sono sempre meno frequenti, per non dire spariti, gli sfoghi con gli arbitri dopo la follia del post Milan-Napoli. Anche il rapporto con gli avversari, mai troppo gentili con le caviglie del 45, sembra aver avuto un netto miglioramento, con i diverbi ridotti all’osso, nonostante le continue e mirate provocazioni al bad boy rossonero.
In quel di Cagliari, però, Mario Balotelli si è lasciato andare ad un gesto poco elegante, per usare un eufemismo, nei confronti della curva rossoblu, rea di averlo stuzzicato ed insultato per tutta la gara (memore anche del diverbio dello scorso anno). L’ennesimo scatto di SuperMario, certo non ancora al termine del suo processo di crescita professionale ed umano, gli costerà la gara contro il Torino a San Siro. Balotelli si è lasciato andare ancora, ha liberato il ragazzo che giocava nei campetti di periferia, non si è certo comportato da professionista qual è, non ha onorato come si dovrebbe la maglia che indossa. Come se non bastasse, con ammonizione e squalifica già acquisita, la punta rossonera si è messo ad esultare a mo’ di sfida verso la curva cagliaritana anche dopo la rete di Pazzini, costringendo Ricardo Kakà ad andarlo a richiamare, onde evitare anche il secondo giallo. Con la prossima saranno ben 5 le giornate di squalifica scontate da Balotelli in campionato, certo non un bottino onorevole, a maggior ragione per un giocatore che si rivela fondamentale ogni partita di più per le sorti tecniche di questo Milan. Balotelli è leader tecnico della squadra di Seedorf, ma è arrivato il momento che diventi trascinatore anche nei modi, nei comportamenti che, seppur migliorati, non rendono certo giustizia allo spessore calcistico di questo ragazzo.
I fischi, gli insulti dagli spalti avversari arriveranno sempre puntuali, esattamente come i calci dei difensori, non per questo SuperMario potrà sempre cadere nella trappola, ne va della sua immagine e delle sorti calcistiche di un Milan che su di lui punta tutto. In questo senso potrà essere fondamentale il lavoro di Clarence Seedorf, giocatore che nella sua lunga e gloriosa carriera si è sempre scontrato con l’ostilità del pubblico opposto, mai tenero con il fantasista olandese, spesso vittima di fischi e, purtroppo, degli odiosi cori razzisti. Il mister rossonero, però, ha sempre risposto con i gesti tecnici e mai con quelli scomposti delle mani, si è sempre fatto caricare dall’ambiente avversario, spesso ricambiando con gol e magie che solo lui sapeva fare.
In questo senso Balotelli ha tanto da imparare dal suo tecnico, con il quale sembra essere nata tra l’altro una complicità importante. Per SuperMario è arrivato il momento di crescere e diventare campione vero, completo, è l’ora che comprenda che ha fatto male alla tifoseria cagliaritana più con quella punizione dipinta nella porta rossoblu che con quel gesto deprecabile, buono solo a privare il diavolo della sua punta di diamante per un’altra gara.

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