Calciomercato Milan, le note positive: i due colpi da 100 milioni e un Cardinale che ci prova
Si è chiuso ufficialmente il calciomercato estivo 2026. È stata un'estate molto particolare per il Milan che ha visto tantissimi cambiamenti sostanziali: dalla panchina all'intera squadra dirigenziale, passando per diversi giocatori in campo. Per la prima volta in quattro anni Gerry Cardinale è sceso in campo anche con un ruolo operativo e decisionale: detto che le definitive valutazioni sul mercato del Milan emergeranno da ciò che succederà in campo e nella stagione, analizziamo oggi gli aspetti positivi e negativi di questa sessione estiva. Partiamo in questo pezzo dalle note liete.
MILAN, DUE COLPI DA 100 MILIONI
Una delle critiche che con maggiore frequenza veniva rivolta alla vecchia gestione dirigenziale era quella di non spendere mai più di una certa cifra per i nuovi innesti, magari andando ad acquistare calciatori tutti più o meno con lo stesso valore. Quest'anno questo non è successo: parleremo delle mancanze e delle lacune in un pezzo successivo ma va detto, come nota positiva, che a inizio mercato Cardinale ha sorpreso tutti andando a spendere più di 100 milioni totali per due calciatori. Qualcosa che non si era letteralmente mai visto. Prima, praticamente prima ancora che venissero aperte le trattative, ha pagato 74 milioni per l'attaccante Gonçalo Ramos, dopo qualche giorno ha chiuso Mario Gila per 30 milioni. Un attaccante e un difensore, esattamente le due priorità per l'estate rossonera, chiuse a inizio mercato, senza perdere tempo e spendendo (forse anche un pelo troppo). Come detto sarà il campo a emettere le sentenze ma intanto il Milan si è assicurato due giocatori dal valore indiscusso, come dimostrato già in queste due prime partite, e soprattutto lo ha fatto anticipando la concorrenza.
MILAN, UN CARDINALE CHE CI PROVA
Per quanto si possano discutere le sue scelte, le tempistiche e le modalità, rispetto a quanto fatto vedere in passato non si può dire che Gerry Cardinale non ci abbia provato. Ripetiamo, le sue decisioni possono essere condivisibili o meno ma intanto il proprietario americano dopo quattro anni ha iniziato a fare quello che gli si chiedeva a gran voce sin dal primo giorno: interessarsi del Milan. Ha approfittato del cambio totale di guida tecnica e dirigenziale per accentrare il potere decisionale su di sè, è sceso in campo in prima persona per la scelta dell'allenatore e dei giocatori da prendere. Si è fatto vedere con un'inedita costanza a Milanello, a Casa Milan e adesso anche accanto alla squadra nel giorno della partita. Questo non vuol dire che si cancellano gli ultimi quattro anni o che stia facendo tutto giusto - ancora, saranno i risultati a dirlo - però non si può negare che il suo atteggiamento sia cambiato. E questa non può che essere una nota positiva.
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