Cessione Milan: Berlusconi, i suoi dubbi e il rischio di una batosta politica e sportiva

Cessione Milan: Berlusconi, i suoi dubbi e il rischio di una batosta politica e sportivaMilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
lunedì 6 giugno 2016, 16:28Primo Piano
di Pietro Mazzara

L’Inter, in quattro mesi, è stata presa, impacchettata e venduta da Erick Thohir al gruppo Suning con la fuoriuscita di Massimo Moratti che per la prima volta, dal 1995, non farà più parte della società interista. Al Milan, invece, è da oltre un anno che si cerca di vendere la società, prima a Bee Taechaubol e poi alla cordata cinese rappresentata da Sal Galatioto. La storia ci dice che Berlusconi, dopo aver avallato la cessione del 51% alla cordata rappresentata dal borker cino-thailandese, cambiò idea dando così il via ad una seconda trattativa, questa volta per la minoranza, che è andata via via spegnendosi nel corso dei mesi. Ad un anno di distanza, le sensazioni sono molto simili: Fininvest che spinge per far si che il Milan venga ceduto e Berlusconi, dall’altro lato, che si affligge dietro alla volontà di non voler cedere senza aver vinto. Ma nella vita non si può avere tutto e negli ultimi tre anni, ogni decisione presa dal presidente milanista, si è rivelata inconcludente.

DEJA VU -  Come dicevamo, molte dinamiche che si stanno sviluppando attorno alla trattativa con i cinesi, sono una sorta di deja vu. Nicholas Gancikoff, che è l’uomo sul territorio di Galatioto, è stato in Cina a più riprese per controllare tutti i dettagli e le disponibilità dei vari investitori (dei quali Berlusconi conosce i nomi). Un po’ come fece Bee a suo tempo, con i viaggi anche dei manager di Fininvest ad Hong Kong per mettere nero su bianco. In entrambe le vicende, però, è Berlusconi il comune denominatore legato all’esito finale: se Silvio non dovesse decidere di vendere la situazione rimarrebbe immutata, con il sistema bicamerale Gallio-Barbarico ancora in atto e con un Milan che, difficilmente, potrebbe puntare a fare grandi risultati senza grandi innesti di qualità in rosa.

ELEZIONI -  Un altro elemento da tenere in considerazione, in mezzo a questa vicenda, è quello delle elezioni ammnistrative, dove Forza Italia ha preso una vera e propria batosta in tutte le grandi città chiamate al voto, Milano esclusa. Ed è proprio nel capoluogo lombardo che FI ha guadagnato voti (un caso?) proprio a cavallo della trattativa per la cessione del Milan. Tuttavia, se Parisi non dovesse vincere il ballottaggio con Sala, Berlusconi si troverebbe sconfitto su tutta la linea, contestato dal suo elettorato e dai suoi tifosi. Insomma, un accerchiamento bello e buono che potrebbe portarlo ad uscire di scena, con l’onore delle armi, ma fuori tempo massimo.