Delusioni e rimpianti: Matri oggetto misterioso
Il Milan non gioca un bel calcio, il diavolo non riesce a sviluppare una manovra degna di questo nome, i rossoneri non riescono a fare male all’avversario, a Verona è andata in scena l’ennesima prova deludente di una squadra che a tratti appare priva di senso.
A “brillare” su tutti, però, è sempre Alessandro Matri, il più grande rimpianto di una stagione nata storta e che sembra svilupparsi peggio. L’ex juventino è arrivato fra le critiche, un acquisto giudicato poco utile, per di più per un esborso importante, pari agli euro che la Juventus ha speso per Tevez (si può dire che il Milan alla fine l’ha comprato, ma per conto di Marotta e soci che ringraziano e provano a prendersi il terzo scudetto di fila, guidati proprio dall’Apache), pari alle somme percepite dalla cessione di Boateng.
L’attaccante lodigiano sembra non fare nulla per far cambiare idea ai suoi detrattori. Schierato a più riprese, Matri è andato in rete una volta sola, divorandosi diverse occasioni ghiotte e non riuscendo ad incidere positivamente nelle a tratti disarmanti prestazioni rossonere.
A Verona è andata in scena l’ennesima a dir poco opaca prestazione del numero 9 rossonero. Quasi mai in partita, pressoché incapace di duettare con Kakà e compagni, non aiuta la squadra a salire, trova immense difficoltà a lottare con la difesa gialloblu e quando ha l’occasione buona per mettere la sua firma la spreca malamente.
Servito poco, è vero, per ben due volte si fa trovare impreparato nel secondo tempo, prima su un ottimo filtrante di Kakà non c’arriva, poi su un pallone d’oro servitogli al centro dell’area da Emanuelson, tutto solo, spara largo.
A lungo difeso, anche da queste pagine, ci si attendeva un apporto importante da una punta con le sue caratteristiche, a quanto pare fortemente voluto da Allegri per le sue doti buone a sfruttare il gioco in profondità. Matri, però, continua a dare manforte a chi ne ha aspramente criticato l’acquisto, emblema per chi parla di spreco delle già ridotte risorse economiche di questo Milan, appare oggetto misterioso ogni partita di più.
Ci sarebbero delle attenuanti per l’operato deludente dell’ex Juventus, su tutte la carenza di gioco di un diavolo incapace di mettere in affanno le difese avversarie, ma le occasioni sprecate e l’incapacità di aiutare la squadra sono due indizi che spingono a condannare l’Alessandro Matri visto sin qui.
In agosto tanti, la Curva Sud su tutti, avevano fatto notare che il Milan aveva bisogno di altri interventi sul mercato, a novembre la sensazione è che quel pensiero diventi ogni giorni più condivisibile, con l’obiettivo puntato sul giocatore e non solo, perché sotto accusa soprattutto c’è chi l’ha scelto e lo schiera a dispetto di prestazioni impalpabili.

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