Futuro della panchina, Inzaghi fa la lepre ma c'è anche Donadoni: il quadro aggiornato

Futuro della panchina, Inzaghi fa la lepre ma c'è anche Donadoni: il quadro aggiornatoMilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
mercoledì 30 aprile 2014, 10:30Primo Piano
di Pietro Mazzara

La panchina del Milan, così bella e così ambita. Il capitolo Clarence Seedorf è ormai alla sua conclusione, la parola fine verrà pronunciata dopo il 18 maggio, giorno di Milan-Sassuolo e giorno nel quale si chiuderà una delle stagioni più tribolate dell’epopea targata Silvio Berlusconi. Da li in avanti, oltre alla risoluzione del contratto, il club sarà chiamato ad eleggere il nuovo allenatore, colui che dovrà ripartire da zero per cercare di porre, finalmente, le basi del rilancio milanista. I candidati non mancano, in molti vorrebbero essere al posto di Clarence e la griglia di partenza inizia a popolarsi di pretendenti. Uno è in pole position e si chiama Filippo Inzaghi ma occhio anche alle altre nomination.

FAVORITO – Nulla da dire sulla posizione più che privilegiata di Super Pippo nella corsa alla panchina di Seedorf. L’attuale allenatore della Primavera, giustamente, non si sbilancia, vuole portare a termine nel miglior modo possibile la stagione con i suoi ragazzi per poi pensare a quello che potrà essere. Di certo c’è la stima di Galliani nei suoi confronti, manifestatasi dopo la debacle con il Sassuolo dove, per una notte, Inzaghi era diventato l’allenatore della prima squadra. Poi però l’avvento di Seedorf, il pressing del Sassuolo ed il no fermo di Galliani alla sua partenza. Le frasi dell’ad con delega per l’area sportiva, la sera della festa per la vittoria del Viareggio furono emblematiche: “Se a giugno sarò ancora vivo, Pippo resterà con noi”. Parole dette due mesi fa, quando il duopolio con Barbara non era ancora solido come ora. Se sarà Inzaghi il prescelto, tale investitura verrà fatta da Berlusconi in accordo con Galliani. Ma dietro Pippo c’è chi, in silenzio, scalpita.

PISTA DONADONI – Il nome di Roberto Donadoni non è nuovo. Si era parlato di lui, in prima istanza, per il dopo Leonardo prima che venisse scelto Allegri. La sua candidatura è riecheggiata anche la scorsa estate prima della conferma del livornese sulla panchina rossonera senza il rinnovo e torna in auge adesso dopo la grande stagione fatta con il Parma. Rispetto ad Inzaghi, l’ex ala milanista ha un appeal mediatico inferiore ma quello che conta sono i risultati e il campo, fino a questo momento, dice che sono arrivati anche attraverso un bel gioco. Ghirardi difficilmente se lo farà scappare ma se il Milan dovesse chiamare, sarebbe difficile impedire a uno che ha reso grande il club di non seguire il suo cuore.

ALTRE PISTE – Di recente si sono fatti anche i nomi di Luciano Spalletti e Roberto Mancini. Il primo, che ha salutato lo Zenit, è un allenatore che applica il 4-2-3-1 ma che costerebbe molto in termini d’ingaggio così come il Mancio, che attualmente prende 3.5 milioni di euro dal Galatasaray, con il quale però è in rottura. La corsa alla panchina è iniziata, Inzaghi fa da lepre ma gli altri gli corrono dietro.