Galliani sulla chiusura di San Siro: "50 persone possono uccidere una società. Parlerò con Abete. Tutti siamo concordi che la norma va abolita"
All’uscita dalla Lega Serie A, Adriano Galliani ha commentato così la decisione di Tosel di chiudere San Siro per Milan-Udinese:"La discriminazione territoriale esiste solo in Italia, perché in Europa si parla solo di discriminazione razziale. I cori in questione poi non sono stati sentiti da nessuno a parte i funzionari della Lega, mentre invece si sono sentiti numerosi cori contro Balotelli. A Torino c'erano 800 tifosi rossoneri circa e il comunicato parla di centinaia di persone che intonavano questi cori, lascio a voi ogni considerazione a proposito visto che nessuno durante la gara se ne è accorto. Penso che sia una norma che vada abolita perché non esiste in altro luogo al mondo una cosa del genere che espone le società a gravi rischi. Perché alla prossima infrazione c'è la partita persa a tavolino ed eventualmente anche una penalità in classifica. Questo vuol dire che bastano una 50ina di individui per uccidere una società e arrecare danni indicibili.
La decisione di chiudere lo stadio poi mi pare un'idea geniale in un Paese che ha stadi vecchi, obsoleti e sempre mezzi vuoti. Ribadisco che la norma va abolita, ne ho parlato coi miei colleghi e anche loro sono d'accordo. L'ho fatto inoltre presente al presidente Abete che ha detto che ci rifletterà e mi farà sapere in futuro. Il razzismo va combattuto, ma questa norma non aiuta certo a farlo, anche perché potrebbe essere applicata anche a chi fa un coro contro gli abitanti di un altro quartiere a questo punto. - conclude Galliani parlando di Mexes - Non faremo ricorso contro la sua squalifica perché si è comportato male e chi sbaglia deve pagare ed essere punito".

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