Gazzetta - Weah: "Maldini? Gli ho detto che tutti i lavori hanno bisogno di risultati. Berlusconi ha sempre creduto in me"

Gazzetta - Weah: "Maldini? Gli ho detto che tutti i lavori hanno bisogno di risultati. Berlusconi ha sempre creduto in me"MilanNews.it
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lunedì 19 giugno 2023, 08:00Primo Piano
di Claudio Pogliaghi

La Gazzetta dello Sport ha intervistato il pallone d'oro 1995 George Weah. Il presidente liberiano ha uno stretto legame con l'Italia e soprattutto grandi ricordi in rossonero. Lui stesso ne cita alcuni: "Difficile scegliere. Il mio gol decisivo contro la Roma all’Olimpico forse, la vittoria a Torino contro la Juve nel 1999. Sono stati bellissimi gli scudetti vinti in rimonta: quando credi in un obiettivo e hai qualità, lo raggiungi sempre." Il Milan è rimasto nel cuore di Weah e viceversa, con i tifosi che non potranno mai dimenticare le sue gesta.

ATTUALITÀ - Weah non ha soltanto parlato del passato rossonero. A specifica domanda su Paolo Maldini, con cui ha condiviso il campo, il liberiano commenta: "Paolo è un campione. L’ho sentito e glielo ho detto, “Paolo, non devi abbatterti, il lavoro è così, tutti i lavori hanno bisogno di risultati”. Il Milan si è fermato alla semifinale di Champions e ha dato motivo per mandarlo via. Ma il suo lavoro nel club è buono e non andrà distrutto. Ha visto quanto ha impiegato Guardiola a vincere la Champions League con il City? Eppure Guardiola è bravissimo. Ci vuole tempo, ma Paolo ha grandi capacità e avrà ancora successo anche come manager". Dunque più che la gestione dello scorso mercato, i risultati sul campo sono stati, secondo Weah, il motivo che ha causato il licenziamento di Paolo Maldini: una prospettiva interessante, diversa, data da un uomo con grande esperienza nel mondo del calcio e del lavoro.

BERLUSCONI - C'è tempo anche per parlare del Presidente Berlusconi. Oltre a dirsi molto dispiaciuto per la sua dipartita, l'ex campione rossonero aggiunge un tocco personale, a identificare come l'ex Patron del Milan sia stato importante per la sua vita, calcistica e non: "Sa chi ha sempre creduto in me? Silvio Berlusconi: diceva che sarei stato un grande presidente per il mio paese. Sono molto rattristato dalla sua morte. Lui per me non è mai stato soltanto il presidente del Milan o il presidente del Consiglio italiano. Ricordo che quando sono arrivato al Milan dalla Francia ho giocato nel trofeo Berlusconi e ho sbagliato un rigore. Cominciavano a criticare, ma lui disse: “Può capitare di sbagliare un rigore, non conta. George farà la storia con il Milan”. E abbiamo vinto il Pallone d’Oro". Per chiudere una battuta sul futuro calcistico della famiglia: "Timothy? Sono molto orgoglioso di lui, siamo tutti orgogliosi in famiglia, compreso George Junior che ha dovuto abbandonare l’attività per i troppi problemi al ginocchio. Timothy si sta guardando intorno: vediamo, sta parlando con alcuni club. È ancora giovane e troverà la sua strada nel calcio europeo."