Gimenez, il Mondiale che doveva salvarlo lo ha affondato: e ora?
Dove essere il suo grande palcoscenico, invece rischia di diventare l'ultima fotografia di un'avventura rossonera mai realmente decollata. Santiago Gimenez era arrivato al Mondiale con parole pesanti, quasi da manifesto personale: il Messico vincitore della competizione e lui capocannoniere del torneo. Una previsione coraggiosa, che però non si è verificata, perché il campo ha raccontato tutt'altro.
DAL SOGNO AL NULLA: ZERO GOL, POCHI MINUTI E MESSICO FUORI
Il Mondiale di Gimenez è stato l'esatto contrario di quello immaginato. Nessun gol, pochissimo spazio, nessun vero segnale tecnico da consegnare al Milan o al mercato. Già all'esordio contro il Sudafrica era rimasto in panchina per tutta la partita, confermando una gerarchia non favorevole nelle scelte di Javier Aguirre. Il Messico ha poi salutato il torneo agli ottavi di finale contro l'Inghilterra, dopo una gara durissima e piena di tensione.
Per Gimenez, però, il problema non è stata l'eliminazione in sé, ma la sensazione di non aver mai inciso. Il Mondiale poteva essere la vetrina giusta per rilanciarsi, persuadere Amorim a farlo restare o comunque attirare compratori. Invece questa competizione, che doveva essere quella del suo rilancio, è diventata un'altra occasione persa.
INFORTUNIO E FUTURO
A complicare ulteriormente il quadro è arrivato anche l'infortunio alla caviglia proprio contro l'Inghilterra. Gli esami hanno escluso frattuore e lesioni gravi, ma si tratta comunque di una distorsione che sarà da valutare in vista di una preparazione che, proprio come la scorsa, sarà condizionata. Per il Milan il tema Gimenez diventa così piuttosto delicato. Il Bebote era già in bilico prima del Mondiale, ma ora lo è ancora di più considerando anche l'acquisto di Gonçalo Ramos. L'arrivo del portoghese è un messaggio tecnico chiarissimo: il nuovo centravanti del progetto tecnico rossonero sarà lui.
Gimenez, invece, sembra sempre più ai margini. Il talento non si dicuste, ma al Milan servono risposte che il Mondiale, invece, non ha dato. L'ultima chance, almeno simbolicamente, è passata, e il Bebote non l'ha colta.

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