Gli arabi freddi nei confronti del Milan: tutta colpa dei suoi trofei
L’edizione odierna del Corriere della Sera, torna sul blitz a Dubai (e non ad Abu Dhabi, precisa il quotidiano milanese) dell’emissario del Milan, che ha avviato alcuni contatti con potentati economici degli Emirati interessati a investire nel calcio. L’affare è serio, dunque non servono smentite, ma l’uomo di fiducia, che presenterà alla famiglia Berlusconi una relazione accurata e ben documentata, non ha portato grandi notizie, riscontrando una motivata freddezza nei confronti del Milan. Quello rossonero è un club prestigioso, conosciuto in tutto il mondo, per questo dai costi elevati (il pacchetto completo si aggira sui 700 milioni di dollari).
Gli sceicchi interessati a investire nel calcio, però, sono più propensi a puntare su società minori, non per spendere di meno ma perché il piano di rilancio è nettamente più agevole se concentrato su squadre con bacheche ancora povere di trofei. In soldoni, portare in alto un club di medio livello oppure riportare ai fasti antichi anche una nobile decaduta, è molto meno impegnativo che concentrarsi su una società affermata in tutto il mondo. Tutto questo - evidenzia il Corriere della Sera - per merito di Silvio Berlusconi e dei suoi uomini che hanno fatto grande il Milan.

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