Gli errori di Valeri non nascondono le colpe del Diavolo

Gli errori di Valeri non nascondono le colpe del DiavoloMilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
martedì 29 ottobre 2013, 16:30Primo Piano
di Riccardo Casali

Il Milan chiede le scuse da parte dei vertici della classe arbitrale: questo il concetto che la società rossonera ha espressamente dichiarato dopo la sconfitta maturata al Tardini. Sconfitta che ha messo diversi rossoneri sul banco degli imputati: partendo da un Balotelli alla ricerca di sé stesso, alla difesa rossonera che fa acqua da tutte le parti, passando a Matri che in barriera si apre come il Mar Rosso al passaggio di Mosè, ad Allegri in bilico e alla dirigenza. Adriano Galliani nel post Parma a caldo ha fatto la sua disamina sul match trovando un principale colpevole, l’arbitro Valeri: ''Non vorrei che il nostro basso profilo nei confronti degli arbitri sia mal interpretato e scambiato per debolezza. Perché oltre al fatto che c’erano due rigori netti a nostro favore, la punizione da cui è scaturito il gol del 3-2 è stata calciata sei metri avanti rispetto alla posizione corretta. Cosa peraltro ampiamente dimostrata dalle immagini televisive''. L’intento dell’amministratore delegato rossonero è evidente: in un momento delicato (per usare un eufemismo), con la squadra e il suo allenatore che si trovano in estrema difficoltà, il più vincente dirigente sportivo del calcio italiano ha preferito alleggerire la pressione mediatica che grava sulle spalle dei suoi criticando pubblicamente l’operato di Valeri. Il fischietto di Roma, a essere onesti, domenica è stato a dir poco disastroso e negli episodi contestati ha sempre penalizzato la squadra rossonera (eccezion fatta per la mancata espulsione di De Jong).

I due rigori reclamati dal dirigente milanista erano apparsi netti anche dagli spalti mentre la punizione del 3-2 di Parolo è stata battuta 8 metri ''avanti rispetto alla posizione corretta''. Ciò non toglie che la palla distava 35 metri dalla porta rossonera e Gabriel è stato beffato da Matri, che in barriera si sposta e lascia passare il siluro del centrocampista emiliano. Non è colpa degli arbitri se dopo 9 giornate, quindi ancora all’alba del campionato, la squadra rossonera è già a 16 punti di distanza dal primo posto e a 11 lunghezze dalla terza posizione. La difesa rossonera, inoltre, colpevolmente ritenuta adeguata nel mercato estivo e dunque non rinforzata è la quint’ultima retroguardia del campionato di Serie A con 16 gol subiti. Ma siamo sicuri che Adriano Galliani, dall’alto della sua trentennale esperienza, dall’alto delle sue innumerevoli vittorie e dall’alto dei suoi colpi di mercato last minute, lo sappia e che abbia voluto cercare di non caricare davanti alle telecamere un’ulteriore e inutile pressione sulle spalle della squadra. Come siamo sicuri che i muri di Milanello e le stanze di via Turati abbiano ascoltato l’amarezza, la rabbia, la delusione del dirigente rossonero per un Milan che ad ottobre langue al decimo posto, a metà del guado, lontano dalla lotta per le posizione che gli competono.