I moduli, El Shaarawy e l'enigma tattico: un rientro invocato a gran voce

I moduli, El Shaarawy e l'enigma tattico: un rientro invocato a gran voceMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 9 novembre 2013, 19:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

La stagione di Stephan El Shaarawy, avviatasi con un gol beneaugurante ad Eindhoven, si è presto indirizzata su un binario sfortunato: prima l'infortunio al flessore che l'ha tenuto fuori per tutto settembre, poi la microfrattura al metatarso che lo sta mantenendo ai box da oltre un mese. Un infortunio molto fastidioso che ha privato Allegri di una risorsa importante sia dal punto di vista realizzativo che tattico. Anche nel postpartita del Camp Nou, interrogato sull'argomento modulo, il tecnico toscano ha ribadito come l'assenza del savonese impedisca un cambio radicale di sistema di gioco. Il 4-2-3-1 può funzionare anche senza El Shaarawy, ma è evidente che l'efficacia non sia propriamente la stessa.

Ci sarà ancora da pazientare, ma verosimilmente il ragazzo dovrebbe tornare disponibile dopo la sosta, potendo accrescere il ventaglio di scelte e aiutare una squadra in difficoltà. Una domanda però sorge spontanea: perché il Milan non ha acquisito un altro esterno, sapendo di poter contare sul solo El Shaarawy in caso di 4-3-3 o similari? L'idea di passare al 4-3-1-2 ha indirizzato il mercato, ma il vecchio sistema di gioco non si sarebbe dovuto accantonare così velocemente, almeno senza la reale controprova del campo. I problemi del modulo col trequartista e il doppio infortunio di Stephan hanno fatto il resto, catapultando il Milan in una situazione simile a quella dello scorso campionato, quando Allegri fu costretto più volte a cambiare uomini e disposizioni tattiche. L'attesa per El Shaarawy sta per finire, nella speranza che i suoi problemi fisici siano definitivamente risolti, poi, con l'arrivo di Honda, le possibilità offensive cresceranno sensibilmente.