#Icinquespunti di Betis-Milan - Suso, Reina, Bakayoko, la capacità di soffrire e la sfiga: ecco cosa lascia in eredità la partita di ieri

#Icinquespunti di Betis-Milan - Suso, Reina, Bakayoko, la capacità di soffrire e la sfiga: ecco cosa lascia in eredità la partita di ieriMilanNews.it
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
venerdì 9 novembre 2018, 17:50Primo Piano
di Pietro Mazzara

La streak continua. Il pareggio di ieri contro il Betis Siviglia è stata un’altra dimostrazione del coraggio, dell’attitudine e dello spirito di sacrificio del Milan, che dopo un avvio di partita che ha ripresentato i fantasmi di due settimane fa, ha saputo ricompattarsi e trovare il pareggio che tiene i rossoneri ancora in corsa non solo per la qualificazione, ma anche per il primo posto del girone. La situazione d’emergenza con la quale ha avuto a che fare Gattuso rende il pari del Benito Villamarin una piccola impresa. Ecco i cinque spunti che ci ha lasciato Betis-Milan:

CAPACITA’ DI SOFFRIRE
Il Milan ha inglobato il file della sofferenza e sa come gestirlo. Il Betis, trascinato da un pubblico caloroso e caricato a pallettoni da un pre gara altamente coinvolgente, è partito fortissimo mettendo il Milan all’angolo e dopo averlo colpito con Lo Celso, non l’ha mandato ko con Sanabria. Quell’occasione è un po’ il tourning point del match, perché da lì i rossoneri hanno messo la testa fuori dal guscio, nonostante il 3-5-2 iniziale non abbia convinto granché, fino a pervenire al pareggio. Poi, quando il Betis ha rimesso benzina nel motore, il Milan ha dovuto chiudere nuovamente la guardia per reggere fino alla fine.

LA CRESCITA DI BAKAYOKO
Non ruberà l’occhio, ma Bakayoko anche ieri ha fornito una prestazione più che sufficiente. Il francese, una volta superata la tempesta biancoverde – del quale è stato uno degli argini più solidi – ha saputo recuperare palloni interessanti, dominare diverse seconde palle e ha messo i suoi centimetri a disposizione della squadra. Sua la mancata deviazione che ha mandato a farfalle Pau Lopez sulla punizione di Suso valsa il pareggio. Una crescita costante che sta producendo i risultati sperati da Gattuso a inizio anno.

LE DUE FACCE DI SUSO
Sia chiaro, l’andaluso è stato il miglior giocatore di movimento del Milan al Benito Villamarin, ma da seconda punta fa una fatica bestiale. Decisamente quando ha ripreso a calpestare le sue zolle, quelle nelle quali sa cosa fare e come farlo bene. Non è un caso che nel secondo tempo il Milan abbia sfondato soprattutto dalla sua parte, con Pau Lopez che prima gli ha cancellato una parabola magica, salvo poi venire fregato dalla “velenosa” che ha dato il pari ai rossoneri. Suso è in uno stato di grazia totale, ma da seconda punta perde gran parte della sua imprevedibilità.

REINA DECISIVO
Quattro gol subiti in Europa League in altrettante apparizioni, ovvero uno a partita, ma non è che potesse fare più di tanto. Pepe è stato fondamentale quando ha saputo stoppare con decisione, forza e istinto, la stoccata di Tello, con tutto lo stadio che era pronto a esultare. Una parata strepitosa, che è servita come una scossa al Milan, che in quel frangente si era fatto prendere d’infilata. Così è stato cancellato un erroraccio in disimpegno con i piedi che poteva costare caro.

LA SFIGA
Vedere passare in zona mista un terzo dei giocatori convocati da Gattuso per Siviglia in condizioni non ottimali è stato brutto. Le zoppie di Cutrone e Calhanoglu (ce la dovrebbero fare per la Juventus), Kessie non al meglio, Musacchio uscito sulle sue gambe dopo momenti di grande spavento, non sono state delle istantanee da ricordare, soprattutto nel giorno in cui è stato annunciato l’intervento di Lucas Biglia in Finlandia. La partita di dopodomani con i bianconeri non arriva nel miglior momento milanista, con diversi giocatori che dovranno stringere i denti per esserci.