#Icinquespunti di Milan-Betis - Mentalità, il fallimento di Bakayoko e la confusione generale: ancora macerie post derby

#Icinquespunti di Milan-Betis - Mentalità, il fallimento di Bakayoko e la confusione generale: ancora macerie post derbyMilanNews.it
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
venerdì 26 ottobre 2018, 12:00Primo Piano
di Pietro Mazzara

La sconfitta con il Betis Siviglia di ieri sera ha ulteriormente aperto le ferite, ancora freschissime e sanguinanti, lasciate dal derby di domenica. In tre giorni, il Milan è diventato una sorta di mummia, senza arte né parte, con la bussola che ha iniziato a indicare campi magnetici che non corrispondono alla rotta giusta. Una sensazione bruttissima, che ha portato gli andalusi a fare quello che hanno voluto a San Siro (che visto il tifo ospite, sembrava il Benito Villamarin), infliggendo una sconfitta tanto giusta quanto inauspicata alla vigilia. Il tutto sotto gli occhi attoniti di Gordon Singer, arrivato a Milano per l’occasione, e per il disappunto sempre più crescente di Leonardo e Maldini verso questo tipo di spettacoli. Ecco i cinque spunti che sono emersi maggiormente da Milan-Betis Siviglia:

LA TENUTA MENTALE
Fin dalle prime battute della partita, il Milan è sembrato giù di tono dal punto di vista cerebrale. La concentrazione globale della squadra era sotto il livello di guardia, segno evidente di come la sosta per le nazionali abbia cancellato in colpo solo tutte quelle certezze che, con pazienza, Gattuso era riuscito a costruire dentro il gruppo. Inaccettabile per una squadra come il Milan che per 180 minuti consecutivi l’approccio alla partita venga sbagliato. Nemmeno il monito della Sud è servito a qualcosa, segno evidente che il male da estirpare sia ancora radicato a Milanello. L’apoteosi della confusione la si è avuta all’inizio della ripresa, quando Gattuso ha cambiato tre volte modulo e posizioni dei giocatori in meno di 10 minuti…

FALLIMENTO BAKAYOKO
Timido in conferenza stampa, assente in giustificato in campo. L’investimento fatto sul centrocampista francese è un fallimento su tutta la linea, perché l’ex Chelsea ha una media voto che nemmeno un ripetente da ultimo banco della classe avrebbe nelle pagelle. Arrivato in estate come la prima alternativa a Kessie, ha ormai deluso tutti tanto è vero che Gattuso lo ha giubilato insieme a Borini sull’altare della doppia sostituzione nell’intervallo. A questo punto, anche nelle gerarchie delle seconde linee, potrebbe esserci anche un avvicendamento con Gattuso che potrebbe prendere più in considerazione Bertolacci come prima alternativa alle due mezzali titolari. Tentare, a questo punto, non costa nulla anche perché Bakayoko non ti dà nessuna certezza né dal punto di vista tecnico né sotto quello fisico-mentale.

HIGUAIN NERVOSO
Se nel derby le percentuali delle colpe di Higuain erano del 30%, contro il Betis il valore percentuale si alza. Perché quell’occasione nel finale di primo tempo, che poteva valere un pareggio insperato e immeritato per quanto visto, doveva sfruttarla al meglio. Poi, cosa che non deve fare assolutamente, è cadere nella trappola del nervosismo anche se, visto il momento, è comprensibile che non sia facile. Ma se anche il tuo giocatore più forte si spegne, tutto diventa ancora più complicato. Tale situazione è anche generata dai soli 19 passaggi che gli sono stati riservati dai compagni. Un dato inaccettabile.

LE DUE PUNTE
Senza voler cadere in berlusconismi inutili, è evidente come il Milan con le due punte vere funzioni meglio rispetto al 4-3-3. C’è più densità dentro l’area di rigore, gli esterni – sia alti sia bassi – hanno più soluzioni tra le quali scegliere e le difese avversarie, inevitabilmente, si abbassano. Non è un caso che anche ieri il gol di Cutrone (che è la spalla ideale per Higuain), sia arrivato dopo un taglio sul primo palo del Pipita che ha liberato lo spazio necessario a Patrick per mettere dentro l’assist di Castillejo. Vero è che l’eventuale 4-4-2 porterebbe alla panchina almeno uno tra Bonaventura e Calhanoglu, ma è altrettanto vero che non l’ha imposto nessuno che debbano giocare tutti insieme. Basti vedere le rotazioni, ben più ampie e di una categoria superiore, della Juventus.

LA DIFESA
Anche ieri, il Milan ha continuato a prendere gol. È un problema ormai annoso, con l’unico clean sheet che risale alla partita con i dopolavoristi del Dudelange. Per il resto c’è sempre uno o più gol al passivo. Reina, seppur in maniera diversa, ha toppato l’uscita in occasione del primo gol, Romagnoli ha emulato Musacchio facendosi bruciare da Sanabria e Zapata non ha tenuto Lo Celso. Lo sbandamento collettivo che si è visto nel primo tempo è stato allarmante. Perché al Betis è stato tolto un gol regolare e Sanabria ha graziato il Milan in un’altra occasione.