#Icinquespunti di Milan-Genoa - Le medaglie di Gigio e Bakayoko, la crescita di Rodriguez, la cattiveria di squadra e un allarme in mezzo
Un’altra vittoria di carattere, questa volta arrivata nel recupero con il gol di Alessio Romagnoli. Un successo che ha catapultato il Milan al quarto posto in classifica, in coabitazione con la Lazio e che ha fatto vedere a Gattuso e ai tifosi che, nonostante le oggettive difficoltà maturate dagli infortuni e dalle condizioni non ottimali di alcuni interpreti, questa squadra ha due attributi grossi così e che lo choc per il derby è stato tradotto in fame agonistica e voglia di non mollare mai. Difficile dire se il gol di Romagnoli abbia cancellato la rete di Icardi, ma il boato con cui San Siro ha esultato al momento del nuovo vantaggio è stato devastante, con i decibel che sono tornati altissimi al termine di un forcing finalmente vincente. Questi i cinque spunti che ci ha lasciato Milan-Genoa:
LA CATTIVERIA
E’ stato un Milan mentalmente cattivo, che ha saputo rialzarsi anche quando la buona sorte ha guardato verso gli avversari. L’autogol di Romagnoli è qualcosa di mai visto, una parabola beffarda che sembrava destinata ad uscire e che, invece, è morta alle spalle di un incolpevole Gigio Donnarumma. Ma una volta ridisegnata la squadra, ecco che i giocatori rossoneri hanno messo all’angolo il Genoa – fatta eccezione per l’occasione di Lazovic – fino ad arrivare al vantaggio frutto di un’uscita spericolata di Radu e della fredda precisione del mancino di Romagnoli. A volte, gol del genere, possono essere dei segnali all’interno della stagione.
LA VICENDA DONNARUMMA
Partiamo dal lato positivo della partita, ovvero la super parata con la quale ha cancellato la conclusione di Lazovic dalla sua porta. Gigio ha spinto bene, ha trovato il tempo giusto per andare giù e si è allungato benissimo prendendo il pallone nella maniera più efficace possibile per mandarlo oltre il palo. Un intervento monstre, che ha ridato fiato e fuoco ai compagni e allo stadio. Quello stesso stadio, però, che ha fischiato quando ha iniziato a vedere che veniva ripreso il canovaccio relativo al retropassaggio al portiere. Qui Gigio è stato messo in difficoltà da Bakayoko e il dissenso popolare, legittimo, ha rischiato di mandarlo in cortocircuito. Lui però non deve demordere, ma deve anche continuare a lavorare per migliorare la sua tecnica con i piedi, perché ormai è consolidato il fatto che il Milan, spesso, si affida al suo estremo difensore per far ripartire l’azione.
RODRIGUEZ IN CRESCITA
Un giocatore completamente trasformato rispetto all’anno scorso. Non è Marcelo, quindi non ruba l’occhio, ma il suo stile di gioco e la precisione con la quale sta interpretando ogni partita, è davvero importante. Ha iniziato anche a trovare delle aperture paraboliche interessanti che servono spesso a trovare Suso libero e, di conseguenza, a costringere gli avversari a cambiare bruscamente il proprio centro gravitazionale difensivo. In più, in fase difensiva, sta coprendo bene gli uno contro uno e con il 4-4-2 ha spesso anche la licenza di sganciarsi in sovrapposizione.
LA DOPPIA PROVA DI BAKAYOKO
Il perché non abbia spazzato via quel pallone in occasione del gol del pareggio del Genoa rimane tutt’ora un punto interrogativo grosso così. Eppure, rivedendo la sua prova, ha dato importati segnali di reazione. Vero è che ancora si perde inspiegabilmente in determinati frangenti, ma nel secondo tempo ha recuperato diversi palloni nella metà campo del Genoa che hanno consentito al Milan di proseguire nel suo forcing. Ha ancora bisogno di crescere e di prendere fiducia, ma prima di tutto deve eliminare certe amnesie che non possono e non devono più accadere.
ALLARME REGIA
L’infortunio di Lucas Biglia ha aperto una voragine nella posizione di regista. Già, perché senza l’argentino, Gattuso è dovuto ricorrere alla diga composta da Kessie e Bakayoko, decentrando su Suso l’incombenza della costruzione. Con Lucas che starà fuori almeno un mese, emerge il problema di chi dovrà far transitare i palloni per vie centrali. Calhanoglu avrebbe le doti tecniche e la visione di gioco per farlo, ma la condizione non lo sta affiancando. Mauri e Bertolacci non sono stati provati con costanza in quel ruolo e poi c’è Montolivo. Riccardo, nonostante sia fuori rosa, si sta continuando ad allenare con costanza nell’attesa che la sua situazione migliori. Adesso, con Biglia fuori, non sarebbe il caso che ci sia un chiarimento definitivo tra lui e Gattuso per tamponare la falla?

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