Il compito più difficile...
Spesso le parole, i proclami, le buone intenzioni vengono superati dalla realtà dei fatti. In casa Milan, negli ultimi anni, è accaduto spesso con aspettative che non sono state rispettate e con una disaffezione dei tifosi abbastanza evidente che si è manifestata negli ampi vuoti sugli spalti di San Siro che, a parte poche eccezioni, è sembrato una cattedrale semi nuda nel deserto. Il punto di vista dei tifosi è unanime: speriamo che questo periodo finisca presto. Ma per finire ci sarà bisogno d’investimenti concreti sulla squadra perché i risultati sportivi aiutano poi quelli commerciali. Una squadra che sappia vincere e ricreare una simbiosi totale con il suo pubblico è imprescindibile se si vorrà che il Milan torni ad imboccare la strada che ha percorso per anni ovvero quella delle vittorie.
PROCLAMI IMPORTANTI – Barbara Berlusconi, nella giornata di ieri, ha indicato la via affermando che in società puntano ad essere nuovamente competitivi in Champions League a partire dalla stagione 2015-16 ovvero quella che vedrà San Siro come casa della finale della massima competizione europea. Per farlo sarà necessario resettare alcune usanze instauratesi dopo la fine del ciclo di Ancelotti, ovvero gli acquisti a parametro zero e gli sprechi sul mercato. Sono questi i capi d'accusa che erano stati mossi non solo dalla tifoseria...
MOVIMENTI CONCRETI - Galliani e Berlusconi, dopo le elezioni europee, si incontreranno ad Arcore per mettere giù il piano della rinascita rossonera e discuteranno anche del futuro di Seedorf. Ma stando sul capitolo rosa, quella dell’anno prossimo dovrà essere costruita in modo tale da poter essere davvero competitivi in Italia e cercare, come ha detto El Shaarawy una settimana fa, di essere in lotta per lo scudetto. La Juventus che vinse il primo dei tre scudetti con Antonio Conte alla sua guida, era una squadra che ha vinto quel titolo (perso anche per le scelte di Allegri) grazie ad una fame incredibile di vittorie. Ed è su questo che dovrà lavorare anche la dirigenza ovvero mandare via quei giocatori che hanno pensato in primis a loro e poi, forse, al bene della squadra. Inoltre, servirà acquistare giocatori che possano rivelarsi delle scelte azzeccate come, ad esempio, Taarabt.
RIPARTENZA O BARATRO – Quello che è certo è che i tifosi, i primi fruitori del prodotto Milan, non sono disposti ad accettare un’altra annata da comprimari. Il Milan è un club abituato a vincere e con quella che si è appena conclusa sono già tre le stagioni che vedono i rossoneri a bocca asciutta. Se è vero che dallo scudetto del ’99 alla Champions del 2003 sono passati quattro anni, è altrettanto vero che in quegli anni però si posero le basi per arrivare al trionfo di Manchester e non solo con investimenti mirati e, a volte, anche molto costosi. Adesso, oltre alla competitività, va riconquistata anche la fiducia dei tifosi.

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