Il Milan vince ma non "mata" uno Slavia in 10 dal 26': finisce 4-2, qualificazione ancora aperta
Viene da chiedersi come sarebbe andata, se si fosse giocato 11 contro 11 per 90'. Il Milan vince ma riesce nell'impresa di non chiudere il discorso qualificazione, nonostante una partita giocata in superiorità numerica per 74' (più recupero). Finisce con un 4-2 agrodolce, perché se da una parte il vantaggio in vista del ritorno è importante, dall'altra il divario sarebbe potuto essere molto più ampio. Con le due reti concesse agli avversari che evidenziano cali di tensione preoccupanti.
La squadra si presenta con un solo cambio rispetto alla partita contro la Lazio: fuori Bennacer e dentro Reijnders. L'olandese si rivede dal primo minuto dopo due settimane. L'ultima volta sempre in Europa League, nel ritorno contro il Rennes.
Impatto più sottotono rispetto a quanto visto col Rennes all'andata, lo Slavia si presenta in campo senza paura, pressa bene e fa girare il pallone. Il gioco del Milan latita, siu ferma alla costruzione dal basso e il centrocampo viene sopraffatto. Florenzi dopo due minuti prende il giallo che vale la squalifica. Situazione che cambia grazie al regalo dei cechi, con l'espulsione di Diouf al 26'. Sacrosanta, per il piede a martello di Pulisic che dopo Pellegrini venerdì scorso porta un altro avversario.
La partita si mette in discesa e il Milan in qualche modo ne approfitta, magari non come avrebbe dovuto: segnano Giroud di testa su cross di Leao e mettono la firma anche Reijnders e Loftus-Cheek, entrambi su sviluppi di corner. Tutto in 12' e in mezzo c'è anche un gol capolavoro di Doudera sul quale Maignan non è irreprensibile.
Il Milan ha la colpa, gravissima, di non chiuderla nonostante 45' da giocare contro un avversario inevitabilmente più stanco e più debole. Come se aver trovato tre reti in pochi minuti avesse rilassato la squadra. E infatti non succede nulla, se non concedere allo Slavia il gol del 3-2 con Schranz. Nel finale arriva pure qualche fischio di un pubblico esasperato da cotanto "spettacolo". Fortuna che nel finale Leao fa il Leao seminando gli avversari in dribbling, con Pulisic che finalizza la sua serpentina.
Non sarà comunque una gita, a Praga. Avrebbe potuto esserlo, toccherà restare sul pezzo. Senza dimenticare che lo Slavia tanto sottovalutato dalla Roma, dopo l'andata all'Olimpico, diede una pesante lezione a Mourinho nel ritorno a Praga.

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