La dura legge degli esterni ha colpito anche Suso
Il nome di Suso è sempre ricorrente, nel bene e nel male, cosa che accade a tutti i giocatori decisivi. Lo spagnolo è uno di questi e lo dimostrano i gol e, nella gestione di Rino Gattuso, soprattutto gli assist. Tuttavia la luce dell'andaluso è andata via via spegnendosi, non certo per una carenza di abilità, ma per un evidente calo fisico che ha una spiegazione piuttosto chiara. Il classe '93 è un esterno offensivo, uno dei ruoli più dispendiosi a livello calcistico, e ha collezionato la bellezza di 3600 minuti complessivi in stagione, dietro soltanto a tre giocatori di movimento rossoneri: Kessie, Bonucci e Rodriguez.
PRESENZA FISSA E POCHISSIMI CAMBI - Mai Suso era stato utilizzato con questa frequenza in carriera, tanto da aver abbondantemente superato il record risalente alla scorsa stagione (3120'). E anche l'anno passato, nella seconda parte di campionato, lo spagnolo pagò dazio, in maniera più evidente rispetto alla situazione attuale. Non è un caso che il Milan, che prosegue da anni con i laterali d'attacco contati, affondi sistematicamente ad aprile. Il 4-3-3, pur non obbligando una rotazione costante degli esterni, necessita di ricambi (anche in corsa) per evitare di stressare troppo i muscoli e il fiato. Suso invece, oltre a giocare praticamente tutte le partite, quante volte è stato sostituito da quando Gattuso è sulla panchina rossonera? Cinque in Serie A e due in Coppa Italia. Siamo certi che Rino lo avrebbe fatto rifiatare se avesse potuto, ma evidentemente le situazioni delle gare non lo permettevano.
LA SPERANZA E IL FUTURO - Lo spagnolo, dopo essere subentrato in corsa contro il Benevento, tornerà titolare a Bologna, in una sfida fondamentale per non perdere contatto col sesto posto, un obiettivo che questo Milan non può fallire. In tanti si aspettano una riscossa, una giocata decisiva, ma è chiaro che molto dipenderà dalla brillantezza fisica dell'ex Liverpool. La speranza è che l'iberico possa tornare via via quello dei giorni migliori, dando uno slancio al Milan sia in campionato che in Coppa Italia. Poi ci sarà il mercato, dove Suso appare uno dei "sacrifici" più probabili, vista la clausola da quaranta milioni che pende come una spada di Damocle sul suo contratto. Una sua cessione porterebbe comunque una cifra importante in cassa, ma poi dovrebbe essere reinvestita per un titolare di egual livello, senza dimenticare però un aspetto fondamentale. Chiunque sia il protagonista dell'anno prossimo sulla corsia destra dell'attacco, ci dovrà essere un'alternativa pronta (e credibile) per poterlo sostituire.

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