La svolta di Zapata, nato pronto dopo quattro mesi senza giocare
Le qualità non sono mai mancate, le capacità fisiche sempre state un punto di forza. Ma la carriera di Cristián Eduardo Zapata Valencia ha vissuto di alti lucenti e bassi terribili, di buio totale. Nella stagione più bizzarra, con cambio di gestione, modulo, compagni e anche proprietà (poco più di un anno fa), Cristian si riscopre preziosa pedina dalla panchina. Non un sesto uomo del basket, adatto più a personaggi dalla vocazione offensiva, ma affidabile rincalzo pronto a rispondere all'appello di Gattuso quando necessario. E la novità sta nella costanza di prestazione, questa sconosciuta da una carriera intera.
Numeri alla mano, il colombiano ha raccolto venti presenze stagionali intervallate da momenti colmi (con anche tre o quattro sfide consecutive) a mesi di totale naftalina. Quattro, per la precisione, saltuariamente interrotti da una sfida al Ludogorets ed un match contro il Chievo. Ma dal 10 dicembre all'8 aprile, nei mesi di assoluta panchina, Zapata ha preso coscienza del proprio ruolo. Inutile avanzare richieste di titolarità opposte a Romagnoli e Bonucci, letteralmente intoccabili, ben più saggio lavorare al massimo ed accettare la posizione di rinforzo di primo piano. E così, quando il bicipite femorale ha fermato Romagnoli, ecco il veterano classe 1986. Un poker di gare, con l'onore della fascia da capitano contro il Napoli, affrontate con gambe libere e testa concentrata, il vero punto di svolta per Cristian.
Da sempre limitato per cali di concentrazione, nelle ultime presenze ha fatto percorso netto: non un errore contro Napoli, Torino, Benevento e Bologna. La media voto di MilanNews.it per il difensore ex Udinese è da stropicciarsi gli occhi per le recenti performance: 6.5 vs Bologna, 6 vs Benevento, 6 vs Torino e 7 vs Napoli. Segnale di come il cafetero abbia intrapreso la strada corretta, in attesa del miglior Romagnoli in condizione fisica degna di una finale di TIM Cup. Benvenuta concentrazione, vera svolta nella recente carriera di Cristian Zapata. D'altronde lo sa anche lui, e ha già avuto modo di dirlo, “Quando ci sono con la testa, non ce n’è per nessuno”.

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