LIVE MN - Gattuso: "Sono incazzato, non deluso. Fare i sorrisini sarebbe irrispettoso. Attacco? Davanti facciamo il solletico, serve veleno"
Perché si fatica contro le squadre che retrocedono a fine stagione? "Ecco, poi ditemi perché sono incazzato. Le motivazioni sono queste, sono incazzato perché non è un caso questa roba qua. Contro le big facciamo bene e con le piccole fatichiamo perché è ragione di testa, perché se Mertens non calcia mai significa che scarsi non siamo. Però passa tutto dalla testa e dalla mentalità, togliere i giorni di riposo era il minimo".
Sul Bologna di Donadoni: "Sarà la stessa gara fatta contro il Torino. Magari meno tignosi ma davanti hanno qualità incredibile, Verdi può fare male con entrambi i piedi e Palacio e Di Francesco imbucano in velocità. Sarà una partita molto difficile, hanno grande qualità dal centrocampo in sù, poi sono spensierati, riposati, senza stress e giocano con la testa libera. Quando la testa è libera, le gambe vanno forti".
Su Romagnoli: "Alessio si allena da quattro giorni correndo ed alzando i ritmi, settimana prossimi farà qualche giorno di sedute atletiche e poi lo valuteremo".
La situazione di Biglia: "Se stiamo dietro a Biglia per spirito e voglia, lui già tre giorni fa volevo lavorare anche se era tutto storto e dolorante. Non dobbiamo fare errori, valutiamo bene e fremiamolo perché se ascolto Lucas gli faccio del male perché ha voglia e senso di appartenenza e vuole già esserci. Facciamo le cose per bene":
La scelta della punta titolare: "Domani, un'ora prima della partita, esce la formazione e vedete chi gioca. Io valuto a seconda dell'allenamento, di quello che vedo. Non posso pensare che uno che faccia il pirla poi giochi, anche perché il valore dei tre è molto simile ma con diverse caratteristiche".
Deluso dal momento? "Non sono deluso, sono incazzato perché so che si può fare molto di più. Non vinciamo da 40 giorni e venire qua con la facci da ebete, col sorrisino, sarebbe irrispettoso per tutti e anche per il mio lavoro. Non posso venire qua e raccontare le barzellette, che ci vogliamo tutti bene, che siamo perfetti. Si lavora ma non basta, serve di più. Per cosa dovrei essere deluso? Forse di me stesso che non sono stato bravo abbastanza ma serve vincere tutte le gare,
Hai trasmesso questa tua rabbia anche ai giocatori: "Tu che ne dici? Secondo te a Milanello pettino le bambole? Si vede dalla prestazione di domani se sono incazzati o no? Rispondetemi".
L'approccio alla partita: "Secondo voi contro il Benevento, all'inizio, non abbiamo fatto come contro il Napoli? Abbiamo portato la stessa pressione che contro Sarri, abbiamo fatto 42 cross in una partita senza mai prenderla di testa. Non abbiamo mai attaccato il primo palo. Le migliori gare le abbiamo fatte chiudendo e affrontando in velocità, ma ora abbiamo cambiato e stiamo partendo dal basso e lavorando sulle catene. Il problema è che davanti facciamo il solletico agli avversari, ma è da due mesi che giochiamo bene a calcio".
Il rientro di Çalhanoglu: "Hakan ha caratteristiche uniche, nessuno ha ciò che ha lui. Il problema è che in queste settimane ha avuto qualche problema, si è allenato in questi giorni e ci darà una mano. Ma non ho bisogno di ritrovare Hakan, ho bisogno di ritrovare tutta la squadra. Voglio vedere quei ragazzi che mi hanno permesso di rivedere grandi prestazioni, hanno capito l'errore e non dobbiamo dimenticarcelo. Anche i qualitativi devono mettersi a disposizione degli altri, da soli non fanno niente".
Le pressioni esterne: "Quando alleni il Milan, le pressioni ci saranno sempre. Ora la bravura si vede nella gestione dei miei giocatori, nei rapporti, nelle comunicazioni, nel rapporto con i media, nel non rispondere a certi messaggi su WhatsApp. Ci giochiamo tanto, le chiacchiere da bar non ci portano da nessuna parte... Anzi, ci portano all'inferno. Lavoriamo, a fine stagione valutiamo con la società e se non gli vado bene mi lasceranno a casa. Tutti saremo giudicati ma ora farci male da soli non serve a nulla. Chi fa un lavoro come il mio, potrebbe attaccarsi a tutti gli alibi del mondo, ma non lo faccio. Tutti hanno responsabilità, ognuno di noi".
Il crollo dopo la rincorsa: "Un calo è fisiologico in mezzo a quello che abbiamo fatto. Il problema è che ora non abbiamo tempo di pensare, star lì a guardarci intorno e fare gli esperimenti. Noi siamo in mezzo alla lotta, non possiamo staccare la spina. Magari a livello fisico soffriamo un po', ma sulla carta abbiamo dati migliorati anche rispetto ad un mese fa. E questo non basta, allenarsi solo bene è poco e bisogna capire i compagni e vedere l'occhio della tigre nel volto di tutti. Oggi il problema non è l'allenamento, questa squadra è viva, serve tornare a vincere e abbiamo le motivazioni. Se penso ai tanti pareggi, con un filo di fortuna e cinismo in più avremmo vinto. Ma ci sono sempre i se e i ma in mezzo, o 'ci manca poco', vuol dire che dobbiamo crescere in tutto, io incluso".
Infastidito dalle indiscrezioni: "Per la cosa di Mirabelli, è già stato tranquillizzato. Massimiliano ha fatto grandissime cose e non è tutto da buttare, sono solo chiacchiere da bar. Il problema però è che appena finisce la storia di Max inizia subito un'altra accusa, poi un'altra ancora, poi un'altra nuovamente. Ecco perché non voglio leggere nulla, lavoro e guardo negli occhi tutta la gente che lavora con me. Io ora voglio solo riportare il club dove merita, a volte non so nemmeno da dove cominciare ma ci voglio provare e voglio farcela. Se prosegue sempre così però è difficile, quando vincevamo eravamo tutti Brad Pitt mentre ora siamo tutti dei mostri. Potrei stare qua e parlare di alibi ma non funziona così con me, non dobbiamo farci riempire la testa con tutte gli spifferi. Abbiamo solo il dovere di far parlare il campo, e quando peggiorano i risultati diamo forza a chi non ci vuole più".
La formazione: "Noi non ci dobbiamo adattare agli avversari. Dobbiamo seguire le nostre caratteristiche, perché poi bastano quattro passaggi normali e ci bucano. Dobbiamo giocare da squadra, di reparto, non ognuno come gli gira. Coprire bene il campo, sapere come e cosa fare. Negli ultimi 40 giorni non abbiamo più vinto, ma ditemi che squadre abbiamo affrontato in quel periodo con la Juventus, l'Inter, il Napoli e così via. Perché se teniamo bene Higuain e poi caliamo contro gente normale, è questione di testa. Gli ultimi anni del Milan non si è mai vinto nel mese di aprile, ma a me non interessa. Troppo facile dire che è sempre stato così, un alibi, io invece la mia faccia ce la metto, il mio bel faccione grosso".
La reazione a Bologna: "Dopo il Benevento ho detto di non aver visto l'anima e si vedeva che l'interpretazione era pessima, giocavamo da singoli e non da squadra. Da mesi vi dico che questa squadra se non gioca in certi modi, fatica contro chiunque. Siccome i giornalisti li fate voi, sto dicendo cose giuste o sbagliate? È vero che siamo quelli che hanno giocato di più e non sentiamo al top, ma stando organizzati bisogna capire i pericoli. Serve organizzazione, quando abbiamo giocato con umiltà abbiamo sempre fatto grandi cose. Se iniziamo a pensare che siamo fenomeni, senza anima e senza voglia, facciamo queste figure. E la cosa che più mi fa incazzare è che questi segnali negativi in allenamento non ci sono, poi in partita appaiono. Noi siamo forti, ci manca qualcosa per crescere ulteriormente, ma siamo giovanissimi e possiamo aprire un ciclo se becchiamo quelle tre o quattro scelte corrette. Serve cambiare in testa, parte tutto dalla testa e dalla mentalità. Ora ci manca questo".
La vicinanza della società: "Sono sempre in contatto con me, sia fisicamente che telefonicamente. Era il minimo la loro presenze in questi giorni, anche per far capire le varie prospettive ed i vari scenari per il futuro. Come io mi gioco il posto, lo fanno anche tutti quelli presenti sotto il nome Milan. Giusto abbiano ricordato ciò che c'è in palio e cosa, eventualmente, potrebbe succedere".
Le prime parole del tecnico rossonero: "Dopo il Benevento non c'è stato nessuno confronto. Abbiamo toccato il fondo, ora ci assumiamo le nostre responsabilità e non era corretto lasciar loro i giorni liberi. Anche io avevo già pronti due giorni di vacanza in Spagna con la famiglia, ho strappato i biglietti e sono rimasto qua a lavorare con i miei ragazzi. Ad alcuni è piaciuto e ad altri meno, ma me ne sbatto".
Amici di MilanNews.it, buon pomeriggio e benvenuti! I saluti vi giungono da Milanello dove, tra pochi minuti, mister Gattuso interverrà in conferenza stampa alla vigilia di Bologna-Milan. Una sfida caldissima, tra ex col dente avvelenato ed un'Europa League da conquistare tramite il sesto posto. Non perdetevi nulla delle dichiarazioni del tecnico: tutto live, tutto su MilanNews.it!

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