Magic Mike, ora "croce" e delizia del Milan
Partiamo dal titolo: non è in nessun modo "contro" Maignan. Né serve a generare sterili polemiche su chi sia meglio di chi e amenità simili. Non è il nostro obiettivo parlare di calcio per dividere, provocare e avvelenare il dibattito; compiti che lasciamo volentieri ad altri perché non ne abbiamo bisogno.
La croce del titolo non è altro che il gesto tecnico di cui Mike, soprattutto nell'ultimo periodo, sta abusando per andare a contrastare situazioni e tiri che evidentemente non lo richiedono. La "croce iberica", questo tipo di parata utilizzato soprattutto dai portieri di scuola spagnola e tedesca (ter Stegen e Neuer grandi esponenti), negli ultimi anni ha preso decisamente piede nel mondo del calcio.
Nasce però nel futsal per contrastare una situazione ben specifica, quella di uno contro uno con l'attaccante. Braccia e gambe vengono disposte a croce, con un ginocchio che tocca terra, per cercare di coprire il più possibile lo specchio. Nel calcio a 11, nonostante le dimensioni della porta siano decisamente maggiori, inizia a prendere piede soprattutto come asso nella manica nelle uscite e in quelle situazioni "disperate", in cui il tempo a disposizione per la coordinazione tende quasi allo zero. È un gesto quindi utile, ma di certo non in modo assoluto.
Se si provano ad analizzare gli errori commessi da Maignan si nota come l'abuso di questo modo di opporsi alle conclusioni avversarie sia evidente, ma non solo nell'ultimo periodo: è un qualcosa che Mike si porta dietro fin dai tempi del Lille: evidentemente nella scuola francese che l'ha formato è un gesto che viene preso in grande considerazione. Come per ogni cosa il troppo storpia, ed in questo caso una lettura sbagliata, o il pensiero che il gesto tecnico in questione possa essere adatto a X situazioni invece che solo per Y porta poi ad errori che saltano all'occhio. I gol presi contro il Frosinone ed il Bologna, ma anche quello in Semifinale di Champions League di Lautaro o quello di Colpani in amichevole in estate col Monza hanno tutti un minimo comune denominatore: la scelta di Maignan di utilizzare questa croce in una situazione che non richiedeva quel determinato gesto tecnico.
Ora, è un qualcosa di talmente palese che il primo ad esserne consapevole sarà sicuramente Mike: deve convincersi ed accettare che invece di andare a parare in quel modo 10 volte su 100 evidentemente è necessario farlo 2 o 3, scegliendo bene il momento. Perché è un qualcosa di talmente particolare e specifico che quando non è richiesto ma viene fatto lo stesso poi l'errore diventa marchiano.
Detto questo, c'è un problema Maignan? Ci verrebbe da dire "Magari tutti i problemi potessero essere così". Il numero 16 del Milan ha dimostrato ampiamente di essere un giocatore di livello mondiale, come dimostrano le gerarchie della Francia. Anche in questa stagione è stato decisivo e determinante tante volte: il miracolo a Genoa sul tiro deviato (davvero, mai vista una parata del genere), il salvataggio da tre punti contro la Fiorentina all'ultimo secondo, il tiro di Lee Kang-in deviato sul palo in Champions League contro il PSG, il colpo di reni spaventoso a Newcastle che ha permesso al Milan di rimanere in Europa... Giusto per citare i più clamorosi (ci sarebbe anche l'intervento spaziale al Parc des Princes su Mbappé).
Il livello di Mike quindi non viene messo assolutamente in discussione (e chi lo fa è in malafede o usa il calcio per provocare), così come analizzare i suoi errori non è reato. Anche perché migliori al mondo lo si diventa così, non di certo nascondendo la polvere sotto il tappeto. Basta avere la serenità di ammettere i propri sbagli e rimettersi a lavorare con ancora più forza, voglia e apertura mentale.

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