Un doppio rifiuto fa una prova: il Milan ha un problema con lo sviluppo dei giovani?
Cosa rimane del caso Liberali-bis? Diverse cose, e non tutte edificanti. Ma andiamo con ordine. L'anno scorso il Milan ha lasciato andare a titolo gratuito, assicurandosi solo una percentuale sulla futura rivendita (50%), il classe 2007, che si è accasato al Catanzaro. In Serie B Liberali fa una stagione sufficiente e finisce nel mirino di diversi club di Serie A, tra cui Como e Sassuolo. Il club lariano, con Fabregas decisamente innamorato del calciatore, è quello che si muove in modo più serio e formale: fino all'altro ieri pensava di avere assolutamente in pugno il trequartista.
Questo fino alle chiamate di Ruben Amorim: il nuovo allenatore del Milan avrebbe voluto riportare alla base Liberali per utilizzarlo nei due dietro la punta nel suo 3-4-2-1 e ha tempestato di chiamate il classe 2007, provando così a inserirsi e beffare il Como. Si è speso in prima persona anche Cardinale, ma non è bastato. Liberali va al Como, che paga i 6 milioni della clausola rescissoria al Catanzaro: 3 andranno al Milan. Magra consolazione.
Dopo un anno il Milan ha pagato la leggerezza con cui ha lasciato andare un prodotto del suo settore giovanile. A prescindere che poi Liberali farà una carriera più o meno di successo - quello lo dirà solo il campo ed il tempo - i rossoneri stanno vanificando il buon lavoro fatto nelle categorie Under. Ad oggi l'unico calciatore arrivato in prima squadra è Bartesaghi. I vari Camarda e Zeroli sono stati mandati in prestito, sbagliando però la destinazione: l'attaccante classe 2008 a Lecce ha assaggiato le difficoltà del campionato italiano, ma per un attaccante è evidente che sia importante segnare. E Camarda torna alla base con un solo gol fatto. Ora il Liberali-bis sbatte in faccia un modus operandi che non sta affatto pagando: il 2007 non ha optato per il ritorno al Milan perché in società sono presenti le stesse figure che l'anno scorso hanno avallato e incoraggiato la "cessione".
C'è poi anche un altro discorso, che deve far porre le giuste domande a chi di dovere. Per un giovane classe 2007 evidentemente oggi il Como ha più appeal del Milan. Certo, qui c'era una situazione pregressa che ha condizionato tutto. Ma nonostante il Milan offrisse di più sia al giocatore che all'agente la scelta di Liberali è ricaduta su Como, Fabregas e la Champions League. Il nuovo corso di Gerry Cardinale dovrà lavorare anche su questo tipo di aspetto.
E infine, il famoso "milanismo strappalacrime" di tanti calciatori. L'anno scorso, dopo la cessione, Liberali ha condiviso un post in cui raccontava del suo amore per i colori rossoneri, la storia, eccetera eccetera. No, il discorso che stiamo per fare non va a cozzare con quanto scritto poche righe fa. Se un calciatore ritiene che il progetto di un'altra squadra sia più favorevole e vantaggioso per il suo sviluppo va benissimo. Alla fine le carriere sportive sono "brevi" ed è giusto monetizzarle e organizzarle nel miglior modo possibile. Allo stesso tempo diventano stucchevoli le lettere d'amore e via discorrendo. Quindi anche basta.
Detto questo, Liberali non ha colpe. Anzi, a quanto pare ha mantenuto la parola data col Como e nel calcio di oggi è già un grande plus. Se pensa che al Sinigaglia possa avere un percorso di crescita migliore ha fatto benissimo a scegliere la proposta di Fabregas. Cardinale ha vissuto sulla propria pelle un altro rifiuto: chissà che non prenda sempre più coscienza di come funziona il calcio in Italia ed in Europa. Sarà capace di capirlo anche senza l'aiuto dell'ingombrante Ibrahimovic?
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