Una Honda anomala al contrario e una sopravvalutazione che cresce

Una Honda anomala al contrario e una sopravvalutazione che cresceMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 9 marzo 2014, 14:00Primo Piano
di Pietro Mazzara

Al Milan c’è un problema Keisuke Honda. L’operazione di mercato, che non è costata un euro a livello di cartellino, non ha prodotto, a livello tecnico, i frutti sperati. I discorsi che vengono puntualmente fatti sono quelli dell’adattamento ad un campionato diverso rispetto a quello russo, alla mancanza di ferie a causa della Confederations Cup della scorsa estate e del calendario al quale era abituato fino a quando era un giocatore del CSKA Mosca. Ma la sensazione è che ci sia una difficoltà estrema, da parte del platinato numero 10 milanista, nell’inserirsi nello scacchiere tecnico e tattico di Clarence Seedorf.

INCONCLUDENZA – Delle partite fin qui disputate da Honda, tra campionato e TIM Cup, sono davvero poche quelle nelle quali ha raggiunto la sufficienza. La sua media voto, secondo le pagelle della nostra redazione, è di 5.44. Un’insufficienza piena che si è consolidata nelle ultime prestazioni dove non è mai arrivato a prendere un 6. La prova di Udine, poi, è stato l’epilogo di una parabola discendente che, al Milan, sperano abbia fine al più presto. La cosa che disarma di più è l’inconcludenza e la mente offuscata di Honda quando ha il pallone tra i piedi. Una situazione anomala visto che con la maglia del Giappone riesce sempre a fare grandi cose.

DIFFICOLTA TATTICHE – Da sempre, Honda ha dichiarato di voler giocare come trequartista centrale, ritenendosi più idoneo a ricoprire quella zona di campo rispetto a quelle laterali. Seedorf, invece, lo vede come uno dei trequartisti esterni perché la in mezzo il posto è di Kakà o, in base alle situazioni, di Poli. In tutto questo, la condizione fisica del giappo non aiuta. Dopo le doppie sedute di allenamento, la voglia matta di mettersi a disposizione e gli allenamenti anche con il preparatore personale, ecco che qualcosa si è bloccato. Che non sia un velocista lo si era intuito da tempo ma si può correre ugualmente per aiutare la squadra.

DIALOGO DIFFICILE – Anche con i compagni di squadra, all’interno del terreno di gioco, sembra che la situazione presenti qualche difficoltà. L’espressione di Montolivo durante la partita di ieri all’ennesimo errore di Honda è stata tanto eloquente quanto emblematica. Delle braccia larghe che hanno racchiuso il pensiero anche della stragrande maggioranza dei tifosi. In molti dicono che, l’anno prossimo, Honda farà sicuramente meglio ma il problema, vero, è che l’apporto del nipponico serve adesso.