Bentornato Ringhio e...arrivederci!
Sono passati trecentododici giorni da quel giorno di maggio in cui Gattuso salutava in lacrime i suoi tifosi, la sua curva, lo stadio dove tante volte aveva ringhiato sulle caviglie degli avversari; non si può dire che ci sia stata la stessa commozione e gli stessi sentimenti forti, ma sicuramente Gattuso si sarà emozionato nel calpestare nuovamente quel prato, anche se in una veste nuova; ora Ringhio è allenatore-giocatore del Sion, ma nell'amichevole di San Siro, fortemente voluta dallo stesso Gattuso e spostata a San Siro in suo onore da Galliani, si è limitato a rimanere in panchina senza scendere in campo, ufficialmente perchè in campionato è squalificato e non può giocare la prossima partita (il derby contro il Servette), ma mi piace pensare che non se la sia sentita di giocare da avversario contro il "suo" Milan, come aveva promesso nel giorno dell'addio, perchè lui le promesse le mantiene. Purtroppo una partita amichevole giocata alle 15 di un giorno lavorativo con l'ulteriore complicazione dello sciopero dei mezzi pubblici non ha portato a San Siro il grande pubblico che un mito come Gattuso avrebbe meritato (ma ricordo che anche in occasione di Milan-Novara della scorso maggio lo stadio era tutt'altro che pieno): solo 4000 persone radunate al primo anello arancio con il resto della stadio deserto, ma tanto è bastato per far emozionare Gattuso, perchè lo striscione della Curva Sud c'era, ne è comparso un altro in suo onore ("Sei nella storia di questa società, Rino bentornato dai tuoi ultras") e poi si sono sentiti anche gli storici cori a lui dedicati, a dimostrazione che nessuno si è dimenticato di lui e non potrebbe essere altrimenti dopo così poco tempo, anche perchè rimarrà sempre nei cuori di tutto il popolo rossonero, visto ciò che ha fatto e quello che ha vinto con la casacca del Milan e che il tabellone ha cercato di condensare in un filmato di qualche minuto ricco di immagini che sicuramente hanno fatto venire i brividi a chi le ha viste. Ovviamente la partita aveva un'importanza relativa, ma è servita ai giocatori del Milan non impegnati nelle nazionali per fare una bella sgambata e a quelli del Sion per fare un'esperienza speciale in uno stadio nel quale difficilmente riusciranno ad arrivare per una sfida ufficiale. Forse il Milan è stato poco ospitale con un vecchio amico rifilandogli sei gol e dimostrando che ha ragione Gattuso quando dice che non è ancora pronto per guidare una grande squadra e che deve ancora mangiare tanta pastasciutta, ma tutto fa esperienza, anche le "scoppole" e poi sicuramente l'ultima cosa alla quale Ringhio ha pensato in un pomeriggio speciale sono i sei gol subiti dalla sua squadra nella ripresa, dopo un primo tempo giocato tutto sommato in modo onorevole.
Gattuso si è presentato salutando e ringraziando i pochi tifosi presenti al momento del riscaldamento delle squadre in campo, poi nel corridoio degli spogliatoi ha regalato un cioccolatino ad Allegri (il minimo per chi viene dalla Svizzera, notoriamente patria del buon cioccolato!), poi si è fatto fotografare insieme al suo vecchio allenatore e ora collega "ringhiando" verso fotografi e giornalisti la frase "Così la smettete di dire che abbiamo litigato!" e poi si è concentrato sulla partita, facendo a gara con Allegri a chi gridava di più. Dopo il primo gol Robinho è andato a "sfotterlo" simpaticamente ("Hai visto che siamo andati in vantaggio!"), poi dopo il terzo gol, segnato proprio da Binho, è corso ad abbracciare il vecchio compagno, a dimostrazione che Gattuso è stata una presenza importante e forse rimpianta nello spogliatoio. A fine partita abbracci con tutti, i suoi giocatori (nonostante la netta sconfitta) e quelli "avversari" (in particolare Nocerino che ora ha sulla maglia il "suo" n°8), anche se lui non potrà mai considerare avversario chi veste la maglia del Milan e l'ultimo saluto al suo pubblico, non numeroso ma lì solo per lui. Un bel pomeriggio, che conferma che il Milan è una famiglia dalla quale è difficile staccarsi e nella quale si torna sempre volentieri, un'occasione per dare il bentornato ad un vecchio amico, "compagno" di tante battaglie e con un cuore rossonero nel petto (non per niente la Sud cantava "Uno di noi, Gattuso uno di noi!"), per poi salutarsi di nuovo, ma non si può parlare di addio, bensì di arrivederci, perchè sicuramente prima o poi vedremo Ringhio seduto sulla panchina "giusta" di San Siro, non quella riservata alla squadra ospite, bensì quella rossonera. Gattuso ha bruciato le tappe e sta abbandonando la carriera di calciatore per intraprendere quella di allenatore e, dopo l'inevitabile gavetta per fare esperienza, vorrà tornare nella famiglia rossonera come fece a suo tempo l'allenatore al quale è stato più legato, cioè Ancelotti, che è stato sia allenatore che giocatore del Milan e ha vinto tanti trofei in entrambe le vesti. Ovviamente l'augurio è che ciò possa avvenire, per il bene suo e di tutto il Milan, quindi è per questo che non c'è malinconia nel saluto finale che, ripeto, non è un addio ma solo un arrivederci, non si sa a quando perchè nessuno, lui per primo, vuole gufare Allegri, ma siccome come piace dire a Galliani (e come canta Antonello Venditti) "certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano", sappiamo già che nel prossimo futuro, dopo essere emigrato in Svizzera e poi chissà dove, Gennarino Gattuso tornerà a San Siro, si siederà sulla panchina rossonera e comincerà a "ringhiare" verso i suoi giocatori per infondere loro la stessa grinta che aveva lui in campo, con l'unico intento di far vincere il "suo", il "nostro" Milan, che tutti abbiamo nel cuore, quello stesso cuore in cui c'è un posticino dedicato ad un giocatore che ha contribuito a fare la storia del Milan e che nessuno dimenticherà mai!

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