Comincia il primo ciclo terribile
Dopo un primo assaggio di campionato e Champions League (due giornate di serie A e il play-off europeo per entrare nella fase a gironi della più prestigiosa competizione europea), è arrivata la sosta per gli impegni delle nazionali, ma ora la stagione riprende e il ritmo si fa subito serrato: si giocherà ogni tre giorni fino alla prossima sosta e non ci si può permettere distrazioni, perchè in campionato sono in programma ben cinque partite con sfide difficili come quella contro il Napoli o la trasferta allo Juventus Stadium e anche in Champions League è vietato sbagliare, perchè è sempre buona cosa partire lanciati, soprattutto considerato che le prime due partite sono contro Celtic e Ajax, ovvero i veri rivali per la qualificazione, considerando teoricamente favorito il Barcellona. Un programmino niente male, che inizia con la trasferta a Torino contro la squadra granata, una partita insidiosa a maggior ragione perchè il Milan è molto rimaneggiato in difesa.
Inutile sottolineare che c'è molta curiosità intorno a questo Milan, perchè l'ultimo giorno di mercato ha portato in dono il ritorno di Kakà, che ha creato entusiasmo, per non dire autentico delirio, in tutto l'universo Milan, anche se qualcuno nutre ancora perplessità sulle reali condizioni del giocatore. Allegri ha potuto lavorare con calma durante la sosta per migliorare la condizione del brasiliano e inserirlo nel suo gioco e nei suoi schemi, cosa che vale anche per l'altro nuovo arrivo, cioè Matri e sembra sicuro che all'Olimpico di Torino vedremo in campo Ricky dal primo minuto, mentre Matri dovrebbe partire dalla panchina (favorito Robinho come partner di Balotelli), perchè il mister ritiene che Matri possa essere molto utile anche a partita in corso, perchè ha le qualità per cambiare la sfida in caso di necessità. L'annunciata presenza di Kakà dal primo minuto aumenta l'attesa e la curiosità, ma purtroppo bisogna pensare anche all'emergenza difesa, perchè per la serie "la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo", ci sono stati infortuni in serie proprio nel reparto che la società ha volutamente evitato di rinforzare negli ultimi giorni di mercato, pensando solo a irrobustire il reparto avanzato, come da migliore tradizione del Milan berlusconiano. De Sciglio e Silvestre operati al menisco, Abate infortunato in Nazionale, Bonera ancora fuori per qualche settimana; è emergenza allo stato puro e bisogna ricorrere a Zaccardo come terzino destro (e se si pensa che in teoria doveva essere ceduto anche lui vengono davvero i brividi e bisogna ringraziarlo, come ha fatto Allegri, per aver rinunciato a qualunque ipotesi di trasferimento), con Emanuelson e Constant in ballottaggio a sinistra (favorito il primo) e i soliti Zapata e Mexes centrali, sperando che a nessuno dei due venga nemmeno un raffreddore, perchè altrimenti bisogna affidarsi all'acerbo Vergara o spostare Zaccardo centrale e arretrare Poli in un ruolo non suo ma che sa ricoprire. Ovviamente non si può imputare alla società la colpa di tanti infortuni concentrati in un solo reparto, ma lo stesso Galliani, che ostenta sicurezza e dissimula la preoccupazione dicendo che non c'è un problema difesa, forse sta rimpiangendo di non aver fatto qualche tentativo in più per portare almeno un altro difensore in rosa, visto che il "tesoretto" di trenta milioni circa in arrivo per la qualificazione in Champions League è rimasto quasi completamente intatto (Kakà è arrivato a costo zero e Matri è stato finanziato con la cessione di Boateng).
Comunque ormai il mercato è chiuso ed è inutile rimpiangere cio che è stato o non è stato: bisogna fare di necessità virtù e, come al solito, Allegri rimane sereno e non si piange addosso; quattro difensori da schierare ce li ha e con quelli cercherà di fare il meglio possibile; in fondo se la difesa è in emergenza, meglio attaccare, confidando nelle doti di Balotelli e del suo partner d'attacco, nella voglia di Kakà di sbalordire nel suo nuovo debutto in partite ufficiali con la maglia del Milan e nella solidità del centrocampo, in cui De Jong deve proteggere al meglio la difesa a fare da frangiflutti, mentre a Montolivo tocca il delicato compito di dirigere il gioco, con Muntari a garantire quantità ma anche qualità. Il Milan è comunque competitivo e può, anzi deve vincere a Torino, a patto di non ripetere gli errori di Verona che sono costati la prima sconfitta in campionato. La successiva vittoria interna contro il Cagliari ha rimesso parzialmente le cose a posto, ma il Milan è l'unica fra le grandi a non essere a punteggio pieno, quindi deve già rincorrere ed evitare altri passi falsi immediati. Il rischio è, come al solito, quello di pensare alla sfida che viene dopo, cioè il debutto in Champions League contro il Celtic, ma con un calendario così compresso che costringe a giocare ogni tre giorni, ormai i giocatori sono abituati a pensare ad un impegno per volta, altrimenti ci sarebbe da farsi venire il mal di testa per i troppi pensieri!
Ovviamente gli occhi di tutti saranno puntati su Kakà, che torna ad indossare la maglia rossonera in partite ufficiali, dopo l'assaggio dell'amichevole di Chiasso; Galliani gongola e si gode i guadagni derivanti dalla vendita delle magliette, ma siccome il Milan non è un'azienda di abbigliamento, ma una squadra di calcio, ora bisogna pensare a vincere le partite e per farlo serve il miglior Kakà e non la sua copia sbiadita vista, poche volte, all'opera a Madrid. Speriamo davvero che Ricky sia in buona forma come i test e gli allenamenti di Milanello hanno fatto intendere, perchè ciò vorrebbe dire che il Milan è più forte di prima e può contare su un elemento di classe ed esperienza in più che darà un contributo importante in una stagione lunga, difficile e piena di impegni. In questo senso la partita di Torino darà le prima risposte, ma ci vorrà sicuramente del tempo in più per far ritrovare a Kakà il ritmo partita perduto a Madrid. Il Torino sa essere squadra insidiosa e può far male con giocatori come Cerci, accostato al Milan a inizio estate ma poi rimasto in granata; ci vorrà attenzione, concentrazione, grinta e voglia di vincere, per uscire indenni da un campo difficile, conquistare tre punti preziosi e iniziare nel migliore dei modi questo ciclo di partite ravvicinate, che dovranno far capire dove può davvero arrivare questo Milan con un Kakà in più e tanta voglia di far bene.

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