Due agenti per Ljajic, ecco l'equivoco. Ramadani: "Il procuratore sono io"
"Sono ancora il procuratore di Ljajic, la notizia che sta circolando nelle ultime ore non è assolutamente vera, è solo una ca....a". Dopo l’indiscrezione filtrata ieri sul presunto passaggio di Adem Ljajic sotto la procura di Mladen Furtula , l’agente del giovane serbo, Fali Ramadani, ha subito smentito ai microfoni di Fiorentina.it. L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, prova a fare chiarezza sulla vicenda. Il club viola tratta ormai da tempo il rinnovo dell’attaccante con Ramadani mentre il Milan ha sempre avuto come interlocutore proprio Furtula, l’agente che nel 2010 portò in Italia Ljajic.
Capita spesso - spiega la rosea - con i giocatori stranieri, che al momento della chiusura di un’operazione il procuratore si appoggi a un intermediario italiano. Ed ecco l’equivoco: Furtula, che vive in Grecia e parla solo serbo e greco, all’epoca si appoggiò a Ramadani, che ottenne così una delega a trattare il giocatore con la Fiorentina per nome dello stesso Furtula, uomo di fiducia della famiglia Ljajic. Una famiglia dove papà Sahmir ha sempre l’ultima parola. Proprio per questo Galliani ha subito avviato i contatti con Furtula, dopo aver appurato che era proprio quest’ultimo il rappresentante del giocatore.
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