Licari: "Leao, diversamente da Vlahovic, può ancora convincere il Milan che non tutto è finito"
Fabio Licari, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport sul futuro al Milan di Rafael Leao, attaccante rossonero: "Tutti mi vogliono, nessuno mi prende: vecchio gioco di parole che si adatta perfettamente a quei giocatori decisi a dominare sempre la situazione, non sazi del vantaggio garantito dalla sentenza Bosman e da leggi comunitarie che nei conflitti con i club mettono sempre al centro l’uomo, meglio se ricco e privilegiato. Vlahovic non ha firmato il rinnovo con la Juve pretendendo più di dieci milioni: siamo curiosi di vedere chi gliene offrirà la metà, ma “ricomprarlo” sarebbe autolesionista, anche se tecnicamente avrebbe senso. Discorso simile fino a un certo punto per un altro grande incompreso come Leao che, diversamente da Vlahovic, può ancora cogliere l’occasione e convincere il Milan che non tutto è finito.
Se fossimo nel Milan, di fronte a cinquanta milioni non avremmo ripensamenti. Però Leao è ancora un patrimonio. Se Amorim riesce a parlargli, a convincerlo del nuovo progetto, a motivarlo, e se Leao con uno scatto d’orgoglio e un po’ d’amor proprio pensa di riconquistare il Milan, riconquistando prima sé stesso, si potrebbe anche ricominciare. Senza dimenticare che un Leao separato in casa non avrebbe, eufemismo, vita facile a San Siro".

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