MN - Retroscena Higuain, nel 2006 era ad un passo dal Milan: ecco come è andata

03.10.2018 09:54 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
MN - Retroscena Higuain, nel 2006 era ad un passo dal Milan: ecco come è andata

È la primavera del 2006 e nonostante le temperature già alte, in Italia ci sono venti di bufera attorno al calcio italiano. Sta per scoppiare calciopoli, che in maniera quanto mai discutibile tirerà in mezzo il Milan, ma questa è un’altra storia già nota a tutti. Tra la fine di aprile e i primi di maggio, Ariedo Braida sta ricevendo le relazioni degli osservatori mandati in giro per il mondo a caccia di talenti quando si sofferma su quella di un giovanissimo attaccante 19enne del River Plate. C’è scritto, accanto alla firma di chi ha redatto quell’analisi, “assolutamente da prendere”. Il giocatore in questione è Gonzalo Higuain, astro nascente dei Millionarios.

 

Braida rimane colpito dalla fermezza delle parole di quello scout e decide che è arrivato il momento di agire. Chiama a rapporto uno dei suoi uomini di maggior fiducia, Andrea Valdinoci, oggi osservatore per il nord Italia del Sassuolo, e lo spedisce in missione a San Paolo, dove si giocherà Corinthians-River Plate, gara valida per il ritorno degli ottavi di finale della Copa Libertadores. Nei paulisti  la stella è Nilmar e tanti osservatori europei sono arrivati al Pacaembù per lui. Ma non Valdinoci, che ha come obiettivo quello di emettere l’ultimo verdetto su Higuain prima che arrivi la visionatura finale di Braida, propedeutica alla trattativa.

 

Eppure la missione rischia di essere un flop, perché il River arriva forte del 3-1 del Monumental e Higuain non compare nell’undici iniziale scelto da Daniel Passarella. Nilmar sblocca la partita al 39’, ma un autogol al 56’ rimette in gara gli argentini e Passarella, al 65’, decide - ovviamente senza saperlo - di non rendere vano il viaggio di Valdinoci mettendo dentro Higuain. Il Pipita entra al posto di Abàn e ne segna due al malcapitato Silvio Luiz tra il 71’ e l’81’. Lo scout milanista annota tutto e non appena il fuso orario lo permette, chiama Braida e la telefonata è stata più o meno questa: <<Ariedo, dobbiamo prenderlo>>.

 

Pochi giorni dopo arriva il benestare di Galliani all’operazione, ma Calciopoli rallenta tutto. Su Higuain, però, non si muove ancora nessuno con decisione e così Braida vola in Argentina per apporre il suo sigillo e intavolare una trattativa per gennaio. Ariedo, uomo di calcio, capisce che il valore di Higuain è altissimo e già a dicembre incontra il ragazzo ed il papà a Montecarlo, incassando il gradimento di Higuain. Con il River c’è un accordo di massima sui 6.5 milioni di euro più 500.000 di bonus, per un’operazione totale da 7 milioni di euro. 

 

Ma in quell’inverno, ecco arrivare la doccia gelata con il Real Madrid che per sbaragliare la concorrenza, mette sul piatto del River ben 18 milioni di euro. Braida non può rilanciare, le casse di via Turati non sono così floride per un investimento di quella portata per un 19enne, che da Buenos Aires sbarcherà a Madrid per arrivare a Milanello, dopo esser passato per Napoli e Torino, con 11 anni di ritardo.