Un solo lampo, poi il buio totale: Keisuke Honda e una "10" destinata ad essere liberata senza rimpianti
Arrivato nel mercato di gennaio di due anni fa, con tanto di maglia numero 10 sulle spalle liberata da Boateng ed una presentazione in pompa magna, Keisuke Honda ha in realtà deluso le aspettative dei più. Il giapponese ha mostrato buone qualità solamente a sprazzi, mai elevandosi a punto fermo di un Milan che, attraverso l'operato di Adriano Galliani, aveva visto nel giapponese un possibile colpo di mercato a parametro zero. Dopo le voci emerse (ed in parte smentite) qualche settimana fa su una possibile richiesta dell'ex CSKA di essere ceduto, è tornata infatti d'attualità l'ipotesi di lasciare il Milan: difficile per gennaio, decisamente più probabile per giugno, in un’esperienza rossonera molto più ricca di ombre che di luci.
UNICO LAMPO - Dopo aver avuto poco tempo a disposizione per entrare in forma nel migliore dei modi al momento del suo arrivo nel mercato invernale di due anni fa, Honda ha tentato di riscattarsi nelle prime giornate della gestione Inzaghi, partendo a razzo e segnando 6 gol (con due assist) nelle prime 7 giornate di campionato della scorsa stagione. Unico lampo illusorio di un ruolino di marcia che il nativo di Settsu, progressivamente, non è stato più capace di mantenere, crollando sempre più in una serie di prestazioni poco positive trascinatesi anche con l'arrivo di Mihajlović, capace di dare lui nuove chance rapidamente cancellate dalle opache prestazioni offerte in campo.
FUORI RUOLO - Impiegato come esterno destro offensivo nel 4-3-3 di Inzaghi, adottato poi anche da Mihajlović, Honda è sempre stato adattato ad una posizione non propriamente naturale per lui per caratteristiche, riscontrabile invece nel ruolo di trequartista puro. Soluzione che, come ribadito in precedenza, ha dato troppo poco spesso buoni frutti, viste le non eccellenti doti di Honda tra velocità ed uno contro uno per poter ricoprire al meglio quel tipo di zona di campo. La successiva riproposizione di Cerci ai danni del giapponese, schierato solo in situazioni di emergenza e mai troppo considerato nemmeno con il passaggio al 4-4-2, ha portato così Honda sempre più ai margini della rosa rossonera, valutando un addio che pare ormai certo.
LA NUMERO 10 - Un aspetto mai particolarmente gradito al popolo milanista riguarda anche il numero di maglia indossato da Honda, spesso e volentieri anche fischiato dal pubblico: quel “10” che i tifosi rossoneri vorrebbero vedere sulle spalle di un giocatore decisamente più al centro del progetto Milan e con maggiori qualità, come Jack Bonaventura o un nuovo, possibile grande acquisto rossonero. Scenario che dovrebbe verificarsi a breve, permettendo alla società rossonera di risparmiare su uno stipendio da 2.5 milioni a stagione di un giocatore sostanzialmente, ed attualmente, mai utilizzato.
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