Atalanta e Verona: errori gravi degli arbitri che potevano costare caro al Milan. Leao fondamentale. Per domani formazione praticamente obbligata: eccola

18.10.2021 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    vedi letture
Atalanta e Verona: errori gravi degli arbitri che potevano costare caro al Milan. Leao fondamentale. Per domani formazione praticamente obbligata: eccola
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Var e arbitri sono un fattore che possono decidere le partite. Dopo le discutibili scelte di Bergamo contro l’Atalanta sul fallo di mano di Junior Messias che ha dato poi il via alla mini rimonta degli uomini di Gasperini, anche sabato sera a San Siro il Milan ha avuto a che fare con un direttore di gara e un Var non adatti alla categoria. Perché l’azione del rigore che porta il Verona sullo 0-2 è stata valutata da immagini che non fugavano del tutto il dubbio su chi avesse fatto il primo fallo. Eppure dalle riproposizioni televisive di Sky e Dazn, la telecamera opposta a quella televisiva evidenzia bene il fallo di Kalinic su Romagnoli, e non il contrario. Ma per Prontera (arbitro), Di Paolo (var) e Longo (avar) è stato il difensore del Milan a commettere fallo. Perché non sono state prese in esame quelle immagini che, nei post partita, hanno inchiodato i tre membri della squadra arbitrale al loro errore marchiano che ha indirizzato la partita? Perché cercare di ribaltare uno 0-1 rientra nella casistica più diffusa delle rimonte, risalire la china dallo 0-2 non è cosa semplice, specie contro squadre organizzate e rognose come quella di Tudor.

Pioli ci è riuscito grazie a due fattori: Rafael Leao e Samu Castillejo. Il portoghese, entrato al posto dell’acciaccato Ante Rebic, ha cambiato ritmo alla fase offensiva milanista, tenuto basso Faraoni e confezionato alcune delle azioni più pericolose dei rossoneri. L’assist per Giroud è stato perfetto, il tiro a giro con cui, per poco, non incastona la palla all’incrocio dei pali avrebbe meritato più sorte. Ma in generale è un giocatore totalmente diverso dallo scorso anno. È più sicuro nei suoi mezzi, riesce a riconoscere meglio le situazioni su quando e cosa fare e, soprattutto, mette in crisi gli avversari che non sanno mai se cercare l’anticipo, temporeggiare o se chiudergli l’esterno o l’interno. Sta diventando qualcosa di molto importante, oggi è fondamentale per il Milan averlo in campo perché ha doti uniche dentro la rosa di Pioli. Castillejo si è preso la sua rivincita personale dopo un’estate turbolenta. È vero che il Milan ha cercato giocatori che potessero occupare le sue zolle di campo per provare ad alzare il livello della rosa, è umano e sportivamente giusto. Samu non ha trovato una soluzione idonea per lasciare Milanello, ha capito di essere finito ai margini della rosa, ci è rimasto logicamente male quando è stato escluso dalla lista Champions League, ma non ha mai mollato. In allenamento ha sempre dato tutto e la partita con il Verona è il manifesto di un attaccamento alla maglia più unico che raro nel calcio moderno. Il rigore procurato e l’autogol di Gunter sono opera sua, così come è anche merito suo se la squadra – nella ripresa – ha preso una piega diversa.

Per Porto le scelte sono pressoché obbligate. Mai come oggi, Pioli ha poco da inventarsi perché gli uomini sono davvero contati. Con Tatarusanu in porta, ci sarà lo slittamento di Calabria a sinistra con il ritorno di Kalulu a destra. Kjaer affiancherà Tomori in mezzo alla difesa mentre tra centrocampo, trequarti e attacco, si va ad incastro. Tonali e Bennacer in mezzo (Kessie squalificato) con Krunic trequartista insieme a Saelemaekers e Leao alle spalle di Giroud. Ibra, con ogni probabilità, partirà dalla panchina per entrare a gara in corso. Il tutto in attesa che Theo e Brahim escano fuori dalla loro quarantena e possano tornare a disposizione.