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Blitz per Leao: ore cruciali. Milan: c'è un problema cessioni. Il senso di prendere Maldini e poi limitarlo? Che figuraccia

Blitz per Leao: ore cruciali. Milan: c'è un problema cessioni. Il senso di prendere Maldini e poi limitarlo? Che figuracciaMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello
Si scalda la trattativa per la cessione di Leao. Il Fenerbahçe è in città per trattare con il Milan. Ma bisogna anche far partire altri esuberi. Questione Maldini, veramente tutto assurdo.

Saranno ore davvero cruciali per il futuro di Rafa Leão. Il Fenerbahçe è arrivato ieri a Milano e oggi è previsto un confronto con il Milan per trovare un'intesa sul prezzo del cartellino dell'attaccante portoghese. I turchi hanno tutta l'intenzione di spingere fino a trovare un accordo e potrebbero mettere sul tavolo delle trattative fino a 40 milioni di euro.

Il Milan, però, per cedere Rafa chiede circa 50-60 milioni di euro e soprattutto non vuole prendere in considerazione un prestito con diritto di riscatto: la società rossonera vuole una cessione a titolo definitivo, con la cifra garantita fin da subito.

Il Milan, tra l'altro, è fermo anche sul mercato in entrata perché sta incontrando enormi difficoltà nel cedere gli esuberi. Ed è questo il grande problema del mercato estivo del Milan di Gerry Cardinale. Siamo arrivati al 28 luglio e non è ancora partito neanche un giocatore in esubero. Questo significa che nel prossimo mese dovranno essere ceduti almeno dieci calciatori. Non è mai facile vendere e lo dimostra anche il fatto che negli anni passati i rossoneri hanno sempre avuto difficoltà nello sfoltire la rosa. Solamente l'anno scorso e due anni fa sono riusciti a ottenere risorse importanti dalle cessioni, ed è proprio quello che servirebbe anche in questa sessione di mercato.

MERCATO MILAN: FONDAMENTALE VENDERE

Infatti, dopo i primi 100 milioni di euro spesi per acquistare Gonçalo Ramos e Mario Gila, i rossoneri si sono fermati perché aspettano risorse dal mercato in uscita. Per questo motivo l'eventuale addio di Rafa Leão potrebbe iniettare nelle casse del Milan liquidità preziosa per tornare a investire sul mercato in entrata.

Ma basteranno 40 milioni? Il Milan vorrebbe incassare tra i 50 e i 60 milioni di euro, ma nel caso in cui non dovessero arrivare offerte al rialzo cosa farà? Terrà Leão in rosa nonostante la sua volontà di andare via? Sono giorni decisivi e l'auspicio è che si possa trovare presto una soluzione.

Intanto oggi a Milano sbarca Diawara, difensore ventenne del Troyes acquistato dal Milan per circa 3 milioni di euro. Si tratta di un prospetto interessante soprattutto per la struttura fisica e per la sua altezza (1,90 m), ma è ancora molto acerbo. Arriva infatti dalla seconda divisione francese e dovrà essere valutato durante le amichevoli estive. Per questo Amorim vorrà probabilmente osservarlo da vicino nel ritiro in Australia.

CHE PASTICCIO CON MALDINI 

Chiudiamo con un cenno al disastro avvenuto in Federazione. Qual è il senso di andare a prendere Paolo Maldini, corteggiandolo a lungo, per poi limitarlo nelle scelte e concedergli poca libertà di manovra? Maldini è una persona che non è mai scesa a compromessi. È sempre stato così, sia durante la sua straordinaria carriera da calciatore sia da dirigente del Milan. È quindi normale che decida di dimettersi se vede attorno a sé incompatibilità che rendono impossibile lavorare.

È stato commesso un gravissimo errore, l'ennesimo pasticcio del calcio italiano. Dispiace perché è stata persa un'altra occasione per rifondare il sistema e attuare riforme profonde. Al di là della scelta del nuovo commissario tecnico, che sia Pirlo, Mancini o Conte, ciò che conta davvero sono le riforme. Altrimenti il calcio italiano non uscirà mai dalla crisi nella quale è piombato ormai da quindici anni. La Federazione si è già presentata nel peggiore dei modi con questa clamorosa gaffe nei confronti di Paolo Maldini. Ora verrà scelto un allenatore più esperto, ma abbiamo già visto in passato che anche tecnici di grande esperienza hanno fallito sulla panchina dell'Italia. E allora torniamo sempre allo stesso punto: non è solo il commissario tecnico a fare la differenza. Serve una riforma profonda che parta dai giovani, perché il vero problema del calcio italiano è che non produce più giocatori e talenti come una volta.