Il mercato del Milan tra sogni e realtà. Galliani cerca l'ennesimo numero ma senza i soldi del presidente è dura. Inzaghi batte Allegri e il gioco migliora mentre l'addio di Balo...
Ci sono momenti, all’interno del mercato, nei quali non puoi più nasconderti e non puoi essere criptico. La settimana che si appresta ad iniziare dovrà portare in dote il centravanti di cui necessita Filippo Inzaghi dopo la partenza di Mario Balotelli. Qualcuno arriverà, questo è poco ma sicuro, ma ad oggi è ancora difficile stabilire chi potrà essere il nuovo numero nove che dovrà quantomeno giocarsi il posto con Giampaolo Pazzini. Il piano A, il sogno di allenatore e tifosi, è Radamel Falcao. Il colombiano vuole andar via dal Monaco e pare che non stia precludendo nessuna soluzione.
Certo è che ad oggi, nelle condizioni attuali, senza un intervento mirato di Berlusconi (che al momento sembra non essere in canna), El Tigre è destinato a rimanere solamente un sogno. Certo è che, magari, in caso di una cessione di un altro elemento della rosa (Mexes?) qualcosa potrebbe anche smuoversi ma probabilmente non basterebbe. Oggi, invece, Jackson Martinez, il piano B del Milan, avrà un colloquio con Pinto da Costa, presidente del Porto. Nel vertice il giocatore potrebbe chiedere di essere ceduto proprio al Milan che ha continuato a tenere vivi i rapporti con il suo entourage. Davanti ad una richiesta simile, il Milan spera che il Porto possa abbassare le sue richieste e scendere da 30 a 25 milioni.
Il terzo piano è sempre rappresentato da Mattia Destro. La punta della Roma è il giocatore che più assomiglia a Pippo Inzaghi come stile di gioco e attitudine al gol. Nel suo 4-3-3, probabilmente, farebbe sfaceli ma c’è da vincere, anche in questo caso, la resistenza della Roma che non scende sotto i 25 milioni. In più, se Sabatini dovesse cedere Benatia al Bayern Monaco, sarebbe molto difficile, per non dire impossibile, la cessione di un big come Destro ad una potenziale avversaria per lo scudetto. La soluzione più economica potrebbe essere Leandro Damiao. Il brasiliano del Santos ha un costo di 13 milioni di euro per il cartellino mentre l’ingaggio che chiede è di 1.5 milioni di euro. Parametri che starebbero a pieno dentro i confini economici del Milan ma il giocatore, al momento, non sembra scaldare molto Galliani e Inzaghi ed è anche stato proposto alla Juve dagli intermediari italiani che hanno in mano il mandato.
Ma la vera verità è che senza un intervento del presidente Berlusconi, il Milan può correre il serio rischio di poter rimanere così com’è o, al massimo, di correre ai ripari con delle toppe che rischiano di gravare pesantemente sul bilancio. Se si vuole tornare competitivi c’è bisogno d’investimenti veri, concreti. È vero che Berlusconi non può compete con gli sceicchi, come avrebbe detto alla squadra venerdì, ma allo stesso tempo non si può continuare a dare in mano a Galliani due noccioline, quattro pistacchi e pretendere di avere un menù da chef stellato. Galliani sarà chiamato ad un numero d’alta cucina per riuscire a chiudere al meglio questa estate mercatara in linea con le ultime due.
Intanto Inzaghi si è tolto il primo macigno dalle scarpe nel corso del trofeo TIM battendo la Juventus di Allegri. Una vittoria importante e abbastanza importante da parte del suo Milan contro una Juve molto vicina a quella titolare. Molto bene Honda, El Shaarawy e Menez che hanno messo in mostra i loro colpi migliori. Un caso che siano sbocciati senza la presenza in mezzo al campo di Balotelli?

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