Se i parametri zero fossero tutti come Menez... De Jong, un comandate da blindare per la vita. Cassano, balli ancora? Inizia la settimana che ci porta alla Juve: bisognerà vincere per cancellare molti fantasmi e molti "torti"

Se i parametri zero fossero tutti come Menez... De Jong, un comandate da blindare per la vita. Cassano, balli ancora? Inizia la settimana che ci porta alla Juve: bisognerà vincere per cancellare molti fantasmi e molti "torti"MilanNews.it
lunedì 15 settembre 2014, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Pippo caro, meno male che sei arrivato! Il Milan torna a giocare un calcio bello, in verticale, veloce e concreto. La vittoria contro il Parma proietta i rossoneri a quota sei punti come non accadeva da 8 anni e lancia i rossoneri alla sfida di sabato sera contro la Juventus con il morale a mille anche se alcune situazioni relative all’infermeria verranno valutate nelle prossime ore per capire se Alex e Diego Lopez, due degli anelli della nuova colonna vertebrale milanista, saranno disponibili o meno. Ma quello che è balzato all’occhio, di positivo, in quel di Parma è stata la mentalità e lo spirito di gruppo di questa squadra. Le idee di calcio ci sono e, spesso, sono ben messe in atto dai giocatori e anche a questo giro, la scelta di Pippo di giocare con il centravanti di movimento, è stata premiata. La distorsione alla caviglia sinistra di Torres ha facilitato la scelta anche perché Pazzini, che era abile ed arruolabile, aveva pochi allenamenti sulle gambe e rientrava da un problema muscolare.

Il falso nove lo ha fatto, ancora, Jeremy Menez. Il francese, sul quale molti geni del web ironizzavano con la sciarpa e l’hastag “we are parametri zero”, ha messo in mostra una prestazione favolosa dove ha fatto vedere tutto il suo repertorio. Il giorno della sua presentazione a Casa Milan disse: “Sono maturato rispetto al Menez di Roma”. E aveva ragione. Ci avevano parlato di un giocatore anarchico, che pensava più alla sua prestazione rispetto a quella della squadra. Non è per niente vero. Con il Parma ha fatto tutto: attaccante, esterno, regista e anche il mago. Il secondo gol è qualcosa che, personalmente, non avevo mai visto su un campo di calcio. Non tanto per come raggira Mirante ma per come mette dentro il pallone con un colpo di tacco che scavalca il portiere del Parma e fa esplodere tutto il mondo milanista. Se questo gol lo avessero fatto Messi o Cristiano Ronaldo staremmo a parlare di perla miliare nell’olimpo del calcio. Lo ha fatto monsieur Jeremy, l’ex testa calda che ha conquistato i cuori dei milanisti.

Quei cuori che battono forte anche per Nigel De Jong. Il comandante, da oggi lo chiameremo così, ha tenuto in piedi la baracca dando dimostrazione di come le sue fondamenta siano fortissime e molto ben piantate per terra. Il suo gol, poi, è una goduria per come è arrivato: palla rubata a Cassano che si ferma a piangere come un bimbo con i compagni, fuga e tocco di destro nell’angolino. E poi quell’esultanza sotto la Sud che diventerà un must nei tifosi milanisti che, anche ieri, hanno preso di mira Antonio Cassano. Il barese, che aveva timbrato anche questa volta il tabellino, questa volta non ha potuto ballare e sfottere gli ex compagni e tifosi come fece l’anno scorso. Questo è un altro Milan con un’altra mentalità, quella che non aveva con Allegri in panchina.

Sabato, a San Siro, ci sarà il big match contro la Juventus dell’ex allenatore rossonero. Servirà il San Siro delle grandissime occasioni, di quel catino che dovrà mettere in difficoltà la Juventus ma, soprattutto, servirà un Milan con gli occhi della tigre per cercare di battere una delle squadre più forti del nostro campionato. Inzaghi, poi, avrà sicuramente voglia di prendersi sul campo quella rivincita sul suo ex allenatore ma vincere sarebbe una bella rivincita anche per quelle persone che Allegri ha messo in difficoltà, soprattutto nel suo ultimo periodo rossonero, con scelte che, alla fine, gli si sono ritorte contro. Perché spesso la ruota gira.