Silvio punge e Pippo ha già recepito. Con la Juve lo schiaffo necessario per crescere ancora. Adesso si deve puntare a fare nove punti prima della sosta
Dopo Milan-Barcellona 2-6 della scorsa UEFA Youth League, Pippo Inzaghi radunò i suoi ragazzi in quel di Milanello, il giorno dopo, e gli disse che quella partita sarebbe dovuta essere la base dalla quale ripartire. Perché in quel match, contro una squadra fuori portata che schierava la coppia Sanabria-El Haddadi, la sua squadra, seppur riuscendo ad andare due volte in gol, incassò sei reti difficili da dimenticare. In più, in quella notte, non dormì a lungo guardando e riguardando dove avrebbe dovuto far migliorare la sua squadra. Più o meno è successa la stessa cosa ieri con Milanello come comune denominatore e con la voglia di rimediare a quella che è stata una sconfitta che ha dato l’attuale dimensione di questo Milan. I rossoneri, ad oggi, non sono in grado di competere contro la Juventus e contro il Roma che, anche quest’anno, dovrebbero fare un campionato a parte e contendersi il titolo. Serviranno, come ha detto Berlusconi, due-tre anni per riuscire a costruire una squadra che possa tornare a vincere in Italia ed essere competitiva in Europa.
La stoccata di Silvio Berlusconi, inoltre, sembra essere più un messaggio paterno ad Inzaghi. Ciò che non è piaciuto al patron rossonero, così come a molti tifosi, è stato l’approccio un po’ troppo rinunciatario della squadra milanista con il ritmo della partita consegnato nelle mani della Juventus che ogni qual volta che ha accelerato, ha messo all’angolo il Milan che finché è riuscito a tenere alti i guantoni, è riuscito a reggere al lavoro bianconero ma proprio quando la squadra di Allegri sembrava essere entrata nella fase di non controllo, ecco spuntare il montante destro di Tevez a fare secco un ottimo Abbiati e a regalare una meritata vittoria alla Juve. Ci sarà bisogno di lavorare e già da domani, contro l’Empoli, sarà necessario vincere per riprendere subito la marcia in classifica verso quel posto europeo che si deve conquistare fin dalle prime giornate.
Il calendario, almeno sulla carta, mette a disposizione del Milan tre partite alla portata. Oltre alla trasferta di domani contro l’Empoli, i rossoneri, domenica, andranno al Manuzzi di Cesena per poi ospitare, sabato 4 ottobre, il Chievo Verona in casa. Tre sfide nelle quali, non è utopico, il Milan potrebbe anche centrare nove punti per arrivare alla pausa per le nazionali di ottobre ben saldo nelle posizioni alte della classifica. Ma per farlo ci sarà bisogno di un salto di qualità e di quegli occhi della tigre che contro la Juventus, purtroppo, sono venuti a mancare. Anche questo fa parte del percorso di crescita di una squadra e del suo allenatore.

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