ESCLUSIVA MN - Bianchessi: "Orgoglioso che Cristante e Petagna siano li dove sono. Ecco come lavoriamo nell'attività di base del Milan"
L’estate è terra di conquista sia sul mercato dei grandi sia su quello dei giovani. Per l’attività di base rossonera, l’operatività è nelle mani di Mauro Bianchessi che continua il suo lavoro di scouting per cercare profili che possano essere futuribili per il Milan e lo fa anche forte di un rinnovo di contratto firmato nello scorso inverno che lo legherà al Milan fino al 30 giugno 2016. Proprio Bianchessi ha parlato con MilanNews.it del suo lavoro facendo un punto della situazione tra la stagione scorsa e quella che sta per iniziare.
Mauro Bianchessi, la stagione 2012-13 che annata è stata per l’attività di base rossonera?
“E’ stata un’annata estremamente positiva. Sinceramente sopra tutte le aspettative ed è frutto di un lavoro di squadra molto importante da parte di allenatori, staff tecnici e osservatori che hanno avuto un’unione d’intenti comune”.
Il tutto sempre alla ricerca della qualità.
“Il lavoro deve essere per forza di qualità perché siamo il Milan. Il programma tecnico è condiviso e tutte le parti coinvolte lo portano avanti con entusiasmo. La base di partenza dello scouting è in Lombardia”.
Come si sviluppa il lavoro di scouting nella vostra area?
“Abbiamo una metodologia particolare che è quella di seguire i giocatori con la loro squadra durante il campionato. Un ragazzino prima di essere preso viene seguito da più osservatori e dopo la visionatura finale si decide se prenderlo o meno. I ragazzi da fuori regione li seguiamo per 2-3 anni, creiamo rapporti con le famiglie e senza creargli disagio, quando arrivano a 14 anni, se li riteniamo pronti, li facciamo venire al Milan”
Il lavoro di qualità paga viste anche le numerose convocazioni nelle nazionali giovanili
“Il risultato che abbiamo ottenuto nella passata stagione è unico in Europa e difficilmente ripetibile perché ben 10 giocatori dei ’98 hanno avuto una convocazione in nazionale. Dopo aver vinto il girone regolare con numeri impressionanti, una partita sfortunata non ci ha permesso di arrivare in finale. Onore a chi ha vinto ma noi siamo comunque soddisfatti della crescita dei nostri ragazzi”.
L’interesse sempre più crescente intorno ai Settori Giovanili forse mette un po’ troppa pressione ai ragazzi. La parola d’ordine è sempre “pazienza”?
“Col settore giovanile la parola d’obbligo è pazienza. A questi livelli non bisogna affrettare i temi. Adesso ci sono i ‘95 che stanno dando i risultati di un percorso iniziato anni fa. La Primavera dell’Atalanta vice-campione d’Italia nella passata stagione era stata composta da 10/11 che sono cresciuti con me e il maestro Bonifacio e un pugno d’osservatori quando lavoravo all’Atalanta. Sono partiti dai pulcini e sono arrivati alla fine di un percorso e questa è la politica che stiamo perseguendo anche qui al Milan”.
Senza fare nomi, ci sono dei profili che potranno emergere e arrivare alle porte della Prima Squadra?
“Noi, a livello di settore giovanile, partendo dalla squadra degli Allievi fino agli esordienti abbiamo dei profili molto importanti che vanno fatto maturare”.
Il mercato in queste categorie è assolutamente selvaggio. Come fate ad arrivare ai vostri obiettivi prima degli altri?
“La concorrenza su queste fasce d’età è altissima, dovuta a tante situazioni. La prima è la crisi economica che non permette più di fare grossi investimenti con gli over 16 e c’è un’attenzione particolare su quelle fasce. La nostra forza è la grande intuizione del dottor Galliani che ci ha messo nelle condizioni di arrivare prima su questi giocatori”.
Si parlava dei ’95 che stanno dando risultati. Cristante e Petagna in Prima Squadra che effetto le fanno?
“Bryan e Andrea in prima squadra è motivo di orgoglio. Questo lavoro noi lo facciamo con passione e spirito di sacrificio. L’unico obiettivo è quello di portare i giocatori alle soglie della prima squadra. Io dico che loro sono arrivati li, sulla soglia e solo con la loro forza e umiltà devono fare il salto e entrare nel vero calcio professionistico”.
Infine, quando scegliete un ragazzo under 14, quanto è importante la sua formazione personale e scolastica?
"Quando si fanno delle scelte, una delle componenti principali che guardiamo è la famiglia dove vive e la media scolastica. Un ragazzino con gravi problematiche difficilmente potrà apprendere".
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