ESCLUSIVA MN - Cucci: "CDK buon giocatore, ma nulla di stratosferico. Stadio dedicato a Berlusconi? Era un suo sogno"
La redazione di Milannews.it ha intervistato in esclusiva Italo Cucci, giornalista e saggista, il quale ha parlato così di De Ketelaere, del mercato rossonero e del nuovo stadio:
Qual è il suo giudizio su De Ketelaere?
“Io reputo scandaloso che, nel giorno in cui è stato allontanato Maldini, si sia sostenuto che la sua dipartita fosse legata all’acquisto di De Ketelaere. Non c’è fandonia più grande. Il mio parere? È un buon giocatore, nulla di stratosferico. È stato pagato troppo? Non sono valutazioni che spettano a chiunque, ma a personalità competenti. Se i dirigenti del Milan gli hanno attribuito quel valore, bisogna rispettare la scelta”.
Lungo quali direttrici dovrebbe orientarsi il Milan sul mercato? Quest’anno Pioli ha fatto notare a più riprese di disporre di una rosa forse eccessivamente corta…
“Per me non è una questione di lunghezza dell’organico. Invito Pioli a ritrovare lo stesso spirito scoperto nella seconda parte del campionato 2019-2020, post Covid. Da lì in poi, è cominciata la cavalcata verso lo scudetto. Ho rivisto un Milan simile soltanto nelle sfide di aprile contro il Napoli. Se i rossoneri riusciranno a acquisire nuovamente quella mentalità, potranno ambire a traguardi molto importanti”.
Il suo giudizio rispetto al tema edificazione del nuovo stadio? Pare essere un perno centrale del progetto Red Bird…
“Non so come andrà a finire. Io dico solo che San Siro è un monumento e non va toccato. Tutte le chiacchiere sui presunti “stadi del futuro” con bar e punti di intrattenimento, rimangono tali. C’è, tuttavia, un discorso differente da fare…”.
Prego.
“Ricordo quando una volta Berlusconi mi chiamò e mi confessò che, siccome a Bernabeu era stato dedicato uno stadio e lui aveva vinto più di lui nel calcio, sognava che gliene dedicassero uno. Credo sia opportuno provvedere”.
Il Milan della prossima stagione può concretamente puntare allo scudetto?
“Certo, però cortesemente: usciamo da questa maledetta moda, inventata da Sarri, di pensare che per vincere un obiettivo bisogna necessariamente sacrificarne un altro. I rossoneri devono puntare al massimo traguardo possibile in tutte le competizioni a cui partecipano. Non esiste scartarne una in favore di un’altra”.
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