ESCLUSIVA MN - Incocciati: “Berlusconi coraggioso a ripartire dai giovani. Mihajlovic e il limite della rosa…”
Per commentare il momento in casa Milan la redazione di MilanNews.it ha contattato l’ex rossonero Giuseppe Incocciati.
Solo due punti in quattro gare, sono riemersi di nuovo tutti i problemi di inizio stagione…
“Si è visto il Milan precedente a quello che aveva totalizzato nove gare utili consecutive. Lento e prevedibile, anche sotto l’aspetto fisico qualcosa non va. Perché i giocatori corrono però il problema del Milan è che non fanno girare velocemente la palla, purtroppo la tipologia dei giocatori della rosa rossonera preferisce avere palla tra i piedi. I movimenti preordinati ne vedo pochi, ci sono troppi giocatori che amano decidere cosa fare dopo aver ricevuto la palla e obiettivamente così diventa un gioco lento e troppo prevedibile. I tempi di gioco e il giro palla oggigiorno sono determinanti”.
Tra andata e ritorno un pareggio e una sconfitta contro l’Atalanta, però la rosa del Milan è superiore a quella dei bergamaschi, come se lo spiega? E’ una questione solo di organico oppure anche Mihajlovic non ha saputo sfruttare il materiale a disposizione?
“L’allenatore ha dichiarato che più di questo non riesce a fare, e già da qui si evince un limite. L’allenatore secondo me dovrebbe ragionare in un altro modo e se pure lo pensa forse non dovrebbe dirlo pubblicamente. Anche perché per come le vede lui le cose le vedono anche gli altri. Però il problema resta il gioco, perché ad esempio se pensiamo ad un giocatore che attacca la palla, mi viene in mente solo Bacca, quindi se trova un avversario che attua delle buone marcature il Milan va in difficoltà. Quindi non è solo questione di rosa ma anche di come fai giocare la squadra, il possesso palla del Milan è lento”.
Se lei dice che l’organico del Milan è formato solo da giocatori abituati a tenere palla e non ad attaccare la profondità, vuol dire che la squadra è stata costruita male…
“Le componenti sono tante, non so se Mihajlovic li abbia scelti lui i giocatori. Dovrebbero essere funzionali al gioco del tecnico. Sono dell’idea che bisogna costruire una squadra basandosi sul pensiero dell’allenatore. Quando devi adattare il tuo gioco a dei giocatori che non hanno nelle corde determinate qualità allora diventa difficile”.
Cosa ne pensa di un Milan tutto italiano e della possibilità di affidare la panchina a Brocchi?
“Se guardo la nazionale ed essendo patriottico credo che Berlusconi abbia ragione. Bisogna avere coraggio e cambiare la mentalità, spesso sento Sacchi e sono in sintonia. Bisogna tornare a ragionare sulla qualità, nei settori giovanili bisogna insegnare il gesto tecnico, tornare a spiegare le nozioni principali, quelle basilari per aumentare la qualità. Come ha fatto la Germania qualche anno fa ed ora sono ai vertici in tutto. Berlusconi ha perfettamente ragione e credo che non gli manchi il coraggio per farlo. Ritorniamo sul nostro prodotto interno e cerchiamo di qualificare quello che di buono abbiamo. Da dieci a anni a questa parte non siamo stati più capaci di sfornare campioni”.

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