ESCLUSIVA MN - Pizzul: "Al Milan serviva uno come Roberto Donadoni..."
La redazione di Milannews.it ha contattato il noto giornalista sportivo Bruno Pizzul. Con lui abbiamo parlato del lavoro di Sinisa Mihajlovic, del possibile cambio con Lippi, di Bonaventura e del salto di qualità che deve fare la squadra per diventare grande...
Cosa pensa del lavoro svolto fin qui da Mihajlovic?
"Beh lui sicuramente pensava di trovare una situazione più tranquilla e facile al Milan. La squadra secondo le sue caratteristiche doveva esprimersi meglio e invece così non è stato. Per una serie di motivi la qualità dei giocatori si è rivelata meno positiva del previsto, non sono mai arrivati i risultati e adesso la situazione è completamente degenerata. Poi Miha ha grande personalità. Non è mai stato uno "Yesman" e per questo il suo rapporto con i dirigenti è degenerato. Anche se facesse bene in Coppa Italia, credo non cambierebbe niente nelle scelte che la società prenderà a fine stagione".
Lei è d’accordo con un possibile approdo di Lippi in caso di esonero di Mihajlovic?
"E’ chiaro che Lippi è un altro allenatore con un grande carriera alla spalle ma anche lui ha alcune esperienze negative, peraltro proprio a Milano sponda nerazzurra. Inoltre il Milan stesso non ha più le potenzialità economiche di un tempo per accontentare uno come Lippi. Secondo me la scelta giusta era Donadoni. Era il migliore che poteva essere preso per allenare il Milan. Aveva tutte le caratteristiche tecnico-tattiche e di conoscenza dell'ambiente per fare bene. Peccato che non sia stato preso in considerazione".
Quale giocatore l’ha impressionata della rosa attuale?
"Bonaventura è un buon giocatore che si sta confermando a buoni livelli, Bacca si è perduto per strrada, ma credo che si riprenderà. Montolivo stesso, che è un ottimo giocatore, non trova continuità di rendimento. Bisogna sperare in Niang ma adesso è ancora troppo presto per trarre delle conclusioni affrettate sul giocatore francese".
Cosa serve al Milan per fare il salto di qualità?
"Io direi che manca soprattutto la continuità nei risultati. Nel calcio non c’è una migliore medicina che non sia la vittoria. Solo così l'obiettivo europeo diventa nuovamente perseguibile".
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