ESCLUSIVA MN - Repice: "Milan da Scudetto, vi dico perchè. Kjaer? Tra i più forti in Italia"

02.11.2020 17:00 di Thomas Rolfi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA MN - Repice: "Milan da Scudetto, vi dico perchè. Kjaer? Tra i più forti in Italia"

La redazione di MilanNews.it ha contattato Francesco Repice. Con il giornalista e voce storica di Radio Rai, abbiamo parlato della vittoria del Milan sul campo dell'Udinese, della crescita della squadra di Pioli, di Kjaer, di Ibrahimovic e del lavoro svolto da Maldini e Massara.

L'ennesima vittoria del Milan: qual è l'aspetto che sta facendo volare i rossoneri dopo il lockdown?
"Il Milan ha acquisito una certa consapevolezza. La squadra ha tanta maturità, a prescindere da Zlatan Ibrahimovic e dal gol che ha fatto. Il dato saliente dei rossoneri a Udine - e in generale - riguarda i pochi gol presi. Il primo allenatore in Italia che capisce che non bisogna fare cose strane, ma semplicemente subire meno gol possibili, vince il campionato. Il Milan ha preso meno gol di tutti tra le top squadre".

Tra le righe, quindi, sta dicendo che il Milan sia una candidata per lo Scudetto?
"E' evidente, perchè rischia pochissimo, partita con la Roma a parte. Anche i due centrali, anche grazie a Kessie e Bennacer, abbiano trovato un'intesa molto efficace e redditizia. Poi in porta c'è il portiere più forte. Ciò si traduce nel prendere pochi gol e quindi nel poter vincere lo Scudetto. Non sono un fan, come si intuisce, di queste partite che finiscono con 7-8. In Milan-Roma ogni squadra dava l'impressione di poter far gol all'altra in ogni azione. Il Milan in quel caso ha dato l'impressione di minor solidità dietro perchè la squadra di Fonseca dal centrocampo in su ha un potenziale offensivo tra i migliori in Serie A, nonostante l'assenza di Zaniolo".

Senza Ibrahimovic, però, il Milan avrebbe con ogni probabilità pareggiato la partita della Dacia Arena.
"Il fatto è che giocando la peggior partita, ha vinto. Questo è un segnale molto positivo. Che Ibrahimovic sia un fattore non lo scopriamo certo dopo la partita di Udine. E' un giocatore diverso, non c'è niente da fare e fa parte della schiera dei calciatori che cambiano le partite. Però c'è una consapevolezza di squadra che il Milan ha, mentre la Juventus ad esempio ancora no, e che può permettere alla squadra di Pioli di raggiungere qualsiasi risultato".

Si aspettava che Ibra potesse essere così decisivo anche con l'inizio della nuova stagione?
"Me l'aspettavo. E' un giocatore diverso dagli altri, a prescindere dall'età. In pochi si aspettavano che Totti entrasse e cambiasse 7-8 partite di fila a 40 anni, io sì perchè conosco Francesco e so che campione sia. A proposito, in bocca al lupo perchè anche lui è stato contagiato dal Covid-19. L'età è un fattore per giocatori come Ibra, ma non così importante. Certamente ha modificato il proprio modo di giocare, non va più correndo a prendersi palla in mezzo al campo o corre in fascia sul lancio di un compagno, ma aspetta la palla e la gestisce splendidamente. Ho fatto non so quante partite del Milan post lockdown e ogni palla lunga è sua. Non c'è niente da fare, la prende lui".

Si parla già di rinnovo di Ibrahimovic per la stagione 2021/2022: sarebbe giusto o meglio aspettare la primavera?
"Secondo me sarebbe un atto di fiducia. La frase che ha detto ieri Zlatan nel post partita, per me significava questo: se tu Maldini mi chiami e mi fai rinnovare, io ti faccio una stagione come ho fatto da gennaio in poi, mettendoci tutto lo spirito possibile. Se mi chiama un altro club non lo faccio, perchè non me ne frega nulla. Quelli come lui vanno oltre i soldi. Vuole giustamente essere pagato perchè è il suo mestiere, ma credo che la richiesta di 7 milioni di euro in estate sia stata fatta per una questione di principio. Riteneva di valere quella cifra e ha chiesto, e ottenuto, quella cifra".

Chi trova poco spazio sulle copertine, ma sta giocando un ruolo fondamentale dal suo arrivo, è Simon Kjaer: è tra i migliori difensori in Serie A?
"Questa è la mia idea, però questa è un'idea 'antica' di Walter Sabatini, che di Kjaer diceva "Questo è il più forte che c'è". Dopo averlo portato a Palermo, il danese viene a Roma e toppa clamorosamente, anche non aiutato dal contesto giallorosso in quegli anni. Ancora una volta ha avuto ragione Sabatini. E' un giocatore forte, concentratissimo per tutti i 90 minuti soprattutto. La forza di Kjaer è nel grande senso della posizione di cui è dotato".

Chi sta dimostrando di aver avuto ragione in estate, è la dirigenza rossonera con Maldini e Massara, che volevano proseguire con Pioli e con Ibra.
"Bisogna lasciar fare il pallone a chi lo conosce. Se no arrivano maghi, nomi esotici alla Rangnick. Magari Paolo Maldini qualcosa di calcio la conosce. Già era stata fatta una c***ata sesquipedale mandando via Gattuso, poi non è che si può continuare con le c***ate sesquipedali".