Carbone ricorda Baresi: "Franco è stato il Milan e viceversa. E' stato il più grande fra i grandi"

Carbone ricorda Baresi: "Franco è stato il Milan e viceversa. E' stato il più grande fra i grandi"MilanNews.it
L'ex rossonero Angelo Carbone ha voluto ricordare Franco Baresi, scomparso nelle scorse ore all'età di 66 anni

Angelo Carbone, ex compagno di squadra di Franco Baresi al Milan e oggi responsabile del settore giovanile del Sassuolo, ha parlato così alla Gazzetta del Mezzogiorno dell'ex Capitano rossonero scomparso nelle scorse ore: "Immenso. Nel Milan di Sacchi dietro c’era lui, Franco a comandare, distribuire palloni e parole, sguardi profondi che valevano più di mille frasi. Un esempio per tutti. E non dimentichiamo chi giocava in quel Milan... Gente come Van Basten, Gullit, Maldini... Anzi, lasciatemi allargare il concetto. Franco Baresi è stato il più grande fra i grandi. Perché in quel periodo il campionato italiano ospitava tutti i calciatori più forti al mondo. Maradona, Careca, Batistuta. Oltre ad una serie di 'nostri' giocatori che nulla avevano da invidiare agli stranieri che ho citato. Baresi è stato il Milan e viceversa. Avrebbe meritato il Pallone d’Oro, ma in quegli anni facevano fatica ad assegnarlo ai difensori, chissà per quale ragione. Tanto che poi Berlusconi ne consegnò uno a Franco, a San Siro, per celebrare la sua grandezza

A lui ero legato da una amicizia vera, nata sui campi d’allenamento e poi in partita. Negli ultimi tempi ci siamo solo messaggiati, in precedenza invece ci sentivamo spesso per telefono. La notizia della sua scomparsa mi addolora e rattrista moltissimo, ero al corrente delle sue condizioni di salute. Ho avuto la fortuna di viverlo quotidianamente per qualche anno ed è inutile dire che da lui ho rubato tanti segreti. Non me ne vogliano i vari Giovanni Loseto, Giorgio De Trizio... Ma Franco Baresi è stato il mio vero capitano. Fin da quando misi piede a Milano, notavo che era attento al sottoscritto. Nonostante avesse un carattere schivo, molto riservato, in quel periodo ho instaurato con lui uno splendido rapporto. Gli ero simpatico e per me era un onore semplicemente stargli accanto.

Fortunatamente io ho giocato con lui in quel Milan. Ma vi assicuro che giocarci contro era impossibile. A parte che praticamente non sbagliava mai... Era veloce, astuto, cattivo, leggeva in anticipo il gioco, due gradini sopra tutti gli altri. Troppo forte, non si può capire... Non faceva sconti a nessuno, ricordo ancora le 'battaglie' contro Van Basten in allenamento. Se le davano di santa ragione, ma tutto finiva sul campo.

Quando ho ricoperto il ruolo di responsabile del settore giovanile rossonero, Franco si interessava spesso dei giovani. Ci sentivamo spesso, gli faceva piacere scambiare impressioni e pareri sui tanti ragazzi che il Milan aveva in pancia. Non ci siamo mai persi. e sono stato felicissimo di aver partecipato alla sua partita d’addio al calcio. Sì, posso dire che c’ero anch’io, grazie al suo invito. Sfidammo il Resto del Mondo e lui, per ringraziare chi partecipò a quella serata, regalò un orologio. Un gesto da fuoriclasse. E lo era davvero, in campo e fuoi dal campo".