Costacurta sul crollo del Milan: "Una o due partite sbagliate possono essere casuali, ma dieci no. Qualcosa si è rotto tra la squadra e Allegri"

Costacurta sul crollo del Milan: "Una o due partite sbagliate possono essere casuali, ma dieci no. Qualcosa si è rotto tra la squadra e Allegri"MilanNews.it
L'ex rossonero Alessandro Costacurta ha commentato il crollo finale del Milan di Allegri. Qualcosa si è rotto tra squadra e tecnico

Alessandro Costacurta, ex difensore rossonero, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale ha commentato così il crollo finale del Milan di Max Allegri: "Una o due partite sbagliate possono essere casuali, ma dieci no. A maggior ragione certe sconfitte casalinghe, con un obiettivo a portata di mano. E’ un indice chiaro del fatto che si sia creato qualcosa di sbagliato, di rotto tra squadra e allenatore. Colpa di tutti ma, per me, chi va in campo è sempre il primo responsabile. L’idea che mi sono fatto da fuori è che si sia formato un gruppo di bravi ragazzi ma senza la personalità necessaria per competere per certi traguardi. 

Possibile però che un allenatore esperto come Max Allegri non sia stato capace di invertire la rotta? La penso come Carletto Ancelotti, il più bravo di tutti: un allenatore incide sì, ma fino a un certo punto. Poi tocca ai giocatori. O, ancora meglio, distinguiamoli dai 'calciatori'. Per giocare a calcio serve una buona tecnica e di gente con grande qualità il Milan ne aveva sicuramente. Poi però servono i calciatori a 360°, dentro e fuori dal campo, i Rabiot, i Modric. Ci sono episodi che dimostrano uno spessore. Un esempio della scorsa stagione: quante volte Maignan, il capitano della squadra, ha portato in campo i compagni in ritardo? Che fosse l’inizio della partita o l’avvio della ripresa? Se è stato fatto volontariamente è una pochezza, se involontaria è ancora peggio: finisci solo per innervosire gli altri e l’arbitro. Il capitano del Milan è anche un esempio di stile e di puntualità. I dettagli che fanno la differenza sonoaltri: l’attenzione, le marcature, il sacrificio. Il resto sono solo bassezze".