Bianchin evidenzia: "Amorim non è un battutista alla Allegri, ma la ricerca dell'empatia è stata notata da subito"
Luca Bianchin, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport sui metodi di lavoro a Milanello di Ruben Amorim: "Amorim non fa doppi allenamenti, nemmeno in estate. Una sola seduta, possibilmente al mattino, più lunga del normale. Come lavora? Con il pallone, ogni volta che si può, e con il sorriso: non è un battutista alla Allegri ma la ricerca dell'empatia è stata notata da subito. Il Milan punta e punterà molto su possesso e pressing, cercando di recuperare il pallone vicino alla porta avversaria e di azionare in fretta i giocatori offensivi. L'idea è di trovare soluzioni per portare tanti uomini in area, possibilmente anche gli esterni di centrocampo".
Amorim e il modulo
"Amorim preferisce fare un gol in più, non prenderne uno in meno, e non ama il 3-5-2. Il suo sistema di gioco è il 3-4-2-1. Significa che vedremo un Milan più intenso, probabilmente meno attento in difesa, con più voglia di prendere rischi e di costruire dal basso. Qualcuno inevitabilmente giocherà in più posizioni, come Mario Gila, che già nel primo allenamento ha fatto il braccetto di destra e il centrale. Chi ci perde? Ad esempio Tomori, che può essere ceduto. Chi ci guadagna? Nkunku, che ha una chance di giocare nella sua posizione preferita, in un calcio più adatto alle sue caratteristiche. Molto dipenderà dai due trequartisti: se saranno giocatori offensivi, il Milan sarà sbilanciato; se in quella posizione verrà adattato uno tra Rabiot e Jashari, vedremo più equilibrio".

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