Cori razzisti a Kessie, Olivero: "Ma quindi quei versi ce li siamo inventati?"

18.09.2019 15:24 di Enrico Ferrazzi Twitter:    Vedi letture
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Cori razzisti a Kessie, Olivero: "Ma quindi quei versi ce li siamo inventati?"

Sulle colonne della Gazzetta dello Sport, G. B. Olivero ha commentato così il caso dei cori razzisti a Kessie durante il match tra Verona e Milan: "Quindi non è successo nulla. Abbiamo equivocato tutti: quello di Cagliari e Verona mica era razzismo. E allora ci chiediamo: cosa deve accadere prima che si decida di intervenire? Quale limite deve essere superato oltre quelli della dignità, dell’educazione, del rispetto, già abbondantemente valicati? A quale obbrobrio dobbiamo assistere prima che il nostro calcio dica basta? Questi anni di cattiverie via social ci hanno abituati a nefandezze di ogni genere al punto che forse ci sembra tutto normale, tutto archiviabile alla voce «ragazzate», come se si trattasse di un eccesso di goliardia. E allora il primo passo sta nel rifiuto di questa assurda normalità, in cui l’insulto - anche il più spregevole - è ormai tollerato come se fosse la cifra di ogni discussione. Il razzismo è un tema troppo delicato per farlo scivolare via così. E che si tratti di un argomento sensibile lo dimostra il vile ricatto degli ultras della Juve, pronti a fare cori razzisti se la società non li avesse accontentati. Il razzismo è un’arma tremenda: ferisce, colpisce, avvilisce. E contagia. Allo stadio ci vanno i bambini che non fanno mai finta di non sentire: anzi, di solito chiedono spiegazioni. E i bambini devono capire che il razzismo va combattuto ed estirpato, dagli stadi e dalla società. La tecnologia consente di individuare facilmente i razzisti che popolano gli stadi ed è quella la strada da seguire, riflettendo anche sul concetto di responsabilità oggettiva che espone le società ai ricatti. Ma soprattutto, e da subito, è necessario non far finta di non sentire e non cercare una giustificazione o una mistificazione per coprire un comportamento razzista".