Gallo: "Mourinho conquistò la Milano interista dicendo 'non sono un pirla', Amorim si è guadagnato i milanisti marcando la sua distanza da Allegri"

Gallo: "Mourinho conquistò la Milano interista dicendo 'non sono un pirla', Amorim si è guadagnato i milanisti marcando la sua distanza da Allegri"MilanNews.it
Massimiliano Gallo, giornalista, si è così espresso sul Corriere dello Sport commentando le parole di Amorim su Allegri.

Massimiliano Gallo, giornalista, si è così espresso sul Corriere dello Sport commentando le parole di Amorim su Allegri: "Ormai è il trentuno salvatutti del calcio italiano. Se ti trovi in una situazione complicata, se non sai come catturare consenso al primo impatto, c’è un metodo infallibile: prendi le distanze da Massimiliano Allegri e il mondo ti sorriderà. È accaduto ieri con la conferenza stampa di presentazione di Ruben Amorim nuovo allenatore del Milan. Non vorremmo esagerare ma come Mourinho conquistò la Milano interista dicendo “non sono un pirla”, lui si è guadagnato i favori della platea rossonera marcando la sua distanza dal predecessore. Perché Max il livornese è ormai il Malaussene del calcio italiano, il personaggio creato dallo scrittore francese Pennac. Di professione faceva il capro espiatorio. Per Allegri è leggermente diverso, l’abito gliel’hanno cucito addosso gli altri. La crisi del calcio italiano? Rivolgersi al gabbione di Livorno. Tre volte fuori dai Mondiali? E grazie, abbiamo ancora chi si ostina a definire semplice il gioco del calcio. È quasi l’innominabile.

Il pensiero di Gallo su Amorim

"Sarebbe inglorioso - prosegue Gallo - da parte nostra ripescare i commenti dei tifosi del Manchester United quando Amorim venne sollevato dall’incarico. E magari confrontarli con quelli dopo qualche settimana, quando la cura Carrick dimostrò che un altro modo di giocare a calcio e fare punti era possibile. Amorim è un bravissimo allenatore, ha fatto molto bene (e ha vinto) allo Sporting Lisbona. Si ripeterà senz’altro a Milano. Comprendiamo l’ansia di piacere il primo giorno di lavoro all’estero. Però a noi hanno colpito di più le parole di Lionel Scaloni ct dell’Argentina dopo la rimonta all’Egitto: «Non serve essere un allenatore mago. Abbiamo i giocatori, questa è la realtà. I giocatori lì metti là, gli dici tre o quattro cose, come possiamo attaccare e basta. È inutile che vi venga a dire che abbiamo vinto perché ho messo Lautaro. Chi non l'avrebbe fatto? Non serve essere Einstein per fare queste cose». Scaloni ha vinto un Mondiale e ha trasformato Messi in Nazionale".