Massimo Ferrari contro la filosofia di RedBird: "Porsi il 4° posto come obiettivo significa sbagliare tutto"
Oltre al nuovo allenatore e alle figure dirigenziali dell'area sportiva, il Milan deve riempire anche la casella dell'amministratore delegato. Al giorno d'oggi questa incombenza vale quasi quanto un tecnico o un direttore sportivo, soprattutto per un club grande come quello rossonero e che dovrebbe avere - sulla carta - ambizioni da top società. Massimo Ferrari, ex CdA Milan al tempo di Elliott e CEO uscente da WeBuild dopo 15 anni, è uno dei nomi che è stato fatto subito dopo il licenziamento di Giorgio Furlani. È stato intervistato oggi dalla Gazzetta dello Sport.
Il pensiero di Massimo Ferrari su come far ripartire il Milan: "C'è un tema di fondi, necessari e da reperire al di là del trading dei giocatori: diciamo che, per ipotesi, se mi presentassi con 100 milioni da mettere in un fondo che investe nel Milan sono sicuro che sarei ascoltato. Cosa direi a Cardinale? Vado per macroaree. Il sistema Uefa è drammaticamente progressivo: chi vince, vince tantissimo. Chi perde, perde tanto. Bisogna partire da qui, altri sistemi come l'Nba sono diversi: se si arriva ultimi si può anche non perdere soldi. Da noi non qualificarsi in Champions è un disastro. Ma porsi il 4° posto come obiettivo, cioè il minimo per la sopravvivenza, significa sbagliare tutto. La media di chi si pone l'obiettivo di arrivare quarto è stare tra il quinto e il settimo posto".

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