Milan, scelte in mano agli head hunter: l’ultima dimostrazione di una società sempre più lontana dal calcio

Milan, scelte in mano agli head hunter: l’ultima dimostrazione di una società sempre più lontana dal calcioMilanNews.it
Oggi alle 21:50News
di Andrea La Manna
Il Milan per le scelte dei nuovi organi societari si affida agli head hunter, dei cacciatori di teste professioniste e specializzati alla decisione del direttore sportivo, dell’allenatore e dell’amministratore delegato.

Arrivati al 3 giugno, dieci giorni dopo il comunicato di RedBird che ha reso noto il sollevamento dall'incarico di allenatore, direttore sportivo, direttore tecnico e amministratore delegato, i sostituti non sono ancora stati scelti e ufficializzati. Troppo tempo per una società come il Milan, reduce per stessa ammissione della proprietà da due annate fallimentari, che ha il dovere e l'obbligo di ritornare nelle posizioni che gli competono già dal prossimo anno, partendo dalla Champions League, obiettivo minimo.

HEAD HUNTER, CHI SONO E COSA FANNO PER IL MILAN

Mai come in questi giorni abbiamo sentito parlare dei famosi head hunter, ma nel concreto chi sono e che funzione hanno? Come riporta la Gazzetta dello Sport con il collega Luca Bianchin, le selezioni per i ruoli vacanti sono in mano in primis a Gerry Cardinale, numero uno di RedBird e patron del Milan, Zlatan Ibrahimovic, suo consulente, e Massimo Calvelli, manager che ha preso in eredità il ruolo di Giorgio Furlani. È qui però che entrano in gioco queste società di head hunting. In sostanza, il Milan ha affidato questo processo di selezione ad almeno due società di head hunting che tramite i loro head hunter, ossia "Cacciatori di teste, professionisti specializzati nella ricerca e selezione di personale", si occupano di selezionare e riportare alle tre teste elencate in principio una lista di direttori sportivi, altri di allenatori e altri ancora di amministratori delegati. Questo comporta non solo la decisione di ruoli cardine da parte di professionisti, certo, ma pur sempre esterni alla società, ma anche un ulteriore ritardo nelle decisioni che il Milan non può permettersi.