MN - Donadoni: "Tutti i giocatori devono saper far bene le due fasi"
Sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Supercoppe Europee e quattro Supercoppe Italiane: Roberto Donadoni ha scritto una parte importante della storia del Milan insieme ai suoi compagni vincendo e rendendo immortale l'immagine dei rossoneri nel mondo. L'ex esterno d'attacco del Diavolo, oggi svincolato da allenatore dopo l'ultima esperienza allo Spezia, è stato ospite del Milan Club Carovigno in Puglia e ha parlato di tanti argomenti, rispondendo alle domande dei tanti tifosi presenti e dell'inviato di MilanNews.it, che ha condotto la serata.
L’importanza dell’apporto difensivo di un calciatore offensivo nel calcio di ieri e nel calcio di oggi.
“Il mio ragionamento principale è sempre stato quello di essere utile alla squadra. Sapevo che quando avevo la palla potevo determinare qualcosa, ma nel momento in cui la palla ce l’avevano gli altri bisognava anche farsi un po’ il mazzo e cercare di dare una mano alla squadra. Questo credo sia stata una componente importantissima che Sacchi ha inculcato, e ha anche trovato dei giocatori molto risentiti da questa cosa. Per cui, oggi forse ci sono dei giocatori che dal punto di vista del dribbling e del saltare l’avversario sono totali, però magari fanno fatica a mettere insieme le due cose. Spesso e volentieri si sente dire: “No, sai, quello è bravo tecnicamente, salta l’avversario e dobbiamo lasciargli fare quello”. Però poi sono gli altri che corrono per saltare le situazioni e per difendere la squadra. Bisogna saper far bene le due fasi, credo che questa sia stata una delle cose che mi ha permesso di giocare con più continuità. Al Milan i compagni mi chiamavano con un soprannome, “Osso”. Perché ero uno a cui non piaceva mai stare dietro, volevo sempre essere davanti. In quel Milan c’erano giocatori che erano più forti di me, e quindi mi superavano. Io però cercavo di superarli a mia volta. E questo ha portato tutti a dare qualcosa in più, è stato un esempio che lo stesso Franco Baresi ha trasmesso. Quando hai giocatori di questo tipo ogni giorno è motivo di crescita e miglioramento. E così quando entravi nel tunnel di San Siro, e avevi di fianco l’altra squadra, e quando vedevi che loro abbassavano lo sguardo allora capivi che iniziava 1-0 per te e questo era un vantaggio”.

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